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Mimmo a Milano

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.2
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INFORMAZIONI
NOMI MIMMO A MILANO DONDUP
Chef DAVIDE ZUNINO
Indirizzo Via Giuseppe Sirtori, 34 - Milano
Piatto forte

Ravioli Tostati, Anguilla, Cassatina

Prezzo tre piatti 50-80
Visitato in data 19.10.2015
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
Accetta animali SI
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In casa di una Casa di Moda, nella città della moda, una cucina non priva di coraggio e dai colori forti, tutt'altro che supina all'esigenza dell'apparire.

 

Il locale

Dondup - Casa d'abbigliamento di chiara fama - ha qui il suo Quartier Generale. Prevedibilmente accurata la ricostruzione dell'edificio che ospita il ristorante. Luci soffuse - i tavoli sono quasi al buio - una enorma lastra di cristallo a separare la bella cucina a vista, sedie e tavoli sapientemente disposti a caso, accostamenti vecchio-nuovo di grande effetto.

La cucina

In un locale così tanto sbilanciato nella direzione dell'apparire, la frequentazione è luccicante, ma il dubbio che il cibo sia solo un incidente del "vedere e farsi vedere" è presto fugato dalle proposte di Davide Zunino, adrenalinico ed estroverso cuoco ligure che da un anno tiene le fila della lubrificatissima brigata di cucina. Piatti rassicuranti ma con tocchi personali, e tasselli del tutto imprevedibili di un discorso di sorprendente spessore.

I piatti

Nella penombra ti ambienti con sottili crostini e un paio di patè, in attesa del primo piatto "vero": una bella base di farro su cui vanno via lembi di calamaro scottati il giusto. Piatto gradevolmente "commerciale" ma non privo di una sua esattezza. Interessanti e irriverenti i ravioli di trippa: tostati e tosti, portano in giro un bel ripieno rustico che si fregia di quella saporita crema di cannellini.

Lo chef non ha paura di mandare in tavola il padellino dell'anguilla: sotto una piccola campana di vetro gli effluvi fumè - mossa scenografica - e il pesce serpentesco, cotto valorizzando le grassezze su una base decisamente agra, completata da foglie di bietola brasata.

Eccellente il dessert: cassatina, dice la lista. Ecco due tuile alla nocciola tra cui si racchiude una cucchiata di ottima ricotta, leggermente acidulata, in lontano ma efficace ricordo del dolce siciliano.

La cantina

Bicchieri in mescita: "chardonnay o sauvignon?". Altro non è dato di sapere. La simpatia del sommelier non compensa la superficialità della proposta, vergata tra le altre cose del non irrisorio prezzo di 8 euro il calice (per un bicchiere di bianco di tutta ordinarietà).

Il servizio

Informale ma non svagato, anzi molto attento soprattutto ai tempi. Formidabili quelli della cucina, che a comanda marciante tiene saldamente il ritmo di un piatto ogni quarto d'ora. Non a caso "Mimmo" sa ruotare i suoi 60/70 coperti su due turni senza una sbavatura. Niente guanti bianchi ma un garbo spigliato e senza fronzoli.

Il conto

Ti aspetti l'addizione arrampicata in tripla cifra: con quattro piatti e due calici, senza altre regalie. 

NdA.: illuminazione bassissima e grande affluenza hanno impedito di rendere merito fotografico ad una delle sale da pranzo più interessanti.



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