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Mauro Ricciardi alla Locanda dell'Angelo, Ameglia SP

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
stefano-caffarri
VOTO
8.5
Mauro Ricciardi alla Locanda dell'Angelo, Ameglia SP
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INFORMAZIONI
NOMI MAURO RICCIARDI ALLA LOCANDA DELL'ANGELO
Chef MAURO RICCIARDI
Indirizzo viale XXV Aprile 60 - Ameglia
Telefono 018765336
E-Mail info@chefmauroricciardi.it
Sito www.chefmauroricciardi.it
Piatto forte I piatti di pesce sono fatti sul mercato: la creatività dello chef li rende al meglio
Prezzo tre piatti 50-80
Visitato in data 28.05.2014
Note Degustazione 5 piatti a sorpresa 85 euri, degustazione a menù 4 piatti 80 euri, bicchieri in accoppiata 25. Camere nell'annessa fascinosa locanda.
SCOPRI DOV'É

Cucina di pesce di grande livello in un luogo magico


Siamo ad un crocevia: di regioni, di etnìe, di lingue, di usi, di storia. E anche - ineluttabilmente - di storia della ristorazione. La Locanda dell'Angelo ospitò Paracucchi il Vecchio, simbolo con pochi altri della ristrutturazione della ristorazione italiana. Si rende omaggio alla sua Storia con il nome e con l'edifizio, una architettura preziosa firmata Vico Magistretti, altro caposcuola.

E oggi la Locanda ospita Mauro Ricciardi, riferimento contemporaneo della cucina di mare: a lungo visionario nocchiero della Tamerice, pochi chilometri più in là, oggi vulcanico preparatore di alchimie tra queste luminescenti vetrate.

In sala il valore aggiunto di Paola Bacigalupo e la sua feroce attenzione nella scelta della bottiglia, del bicchiere, della singola stilla da offrire all'avventore. Impossibile sottrarsi alla seduzione del menù a sorpresa, con il maridaje dei vini al seguito. Sarai viziato, anche all'ora di pranzo di una giornata feriale di fine maggio, il primo sole sbiancato a calcinare le ombre.

Pura perfidia infatti è mettere sul tavolo, assieme al pane e grissini, una focaccia omicida che solo la camicia di forza tratterrebbe dallo spazzolare senza pudore: giusto prima di affondare le narici nei delicati effluvi dell'ostrica marinata, rinfrescata dai colori sgargianti del mango e abbaglianti dello yoghurt. Polputa e fitta, trascinata a lungo sul palato da un finale avvolgente. Poi il giuoco della merenda, pane e burro e.. lamponi.

Strapazzato di sorrisi accogli la carta gialla, quasi intonsa, su cui giace una miracolosa frittura di microgamberi, eterea e fragile, da pescare colla punta delle dita e mangiare con gaudio.

L'insalata del goloso è il nome del piatto di verzure e pesce: e la sorpresa. Triglie, capasanta, acciuga dispersi in un giardinetto d'erbe, di produzione locale, in cui esplodono il fuagrà e il tartufo nero estivo. Aceti profumati per stirare il tutto.

Le lumache, tenaci e morbide allo stesso tempo, giacciono e questionano con la salsa di gin tonic. Amarostica e vellutata, si contende le papille una ad una con il retrogusto terrofungoso delle lumache. Croccantezze a spaglio per soprammercato.

Il filetto di baccalà travolge per quella frittura che ricorda molto da vicino una tempura: borlotti spettacolari nella loro essenza rustica, fili di cipolla rossa e spezie. A seguire, da vicino, tre scampi piccoli in un ristrettissimo di vitello, spesso ma non stucco: per "asciugare" il boccone ecco il tè rosso fermentato servito come dev'essere, liscio e a temperatura moderata, che compie l'opera giovandosi di quelle vibrazioni lievemente tanniche, poco aromatiche, strette.

Gli spaghetti con le seppie "sporche" sono concentrati attorno ai fondamentali: materia eccellente, cottura perfetta, legatura decisa ma misurata. E tra le pietanze, un branzino in bianco, con una cottura quasi "pochè" ne preserva il gusto ed esalta le sfumature, trasformando una pietanza prevedibile in un fine pasto elegante e persuasivo.

La pasticceria regala il brivido di una ganache ubriacante, assieme a predessert contundenti come la sfera di cioccolato bianco al Campari o rassicuranti come la batteria di biscotti secchi e praline.

La cucina di Mauro Ricciardi è solida ma dinamica, pronta a cogliere le sfumature della stagione e del mercato, non si pone limiti anzi li cerca per superarli, con combinazioni che sfiorano l'azzardo, senza ripiegarsi nell'autompiacimento.

Vini: oltre alla carta che ne accontenta molti, la scelta degli abbinamenti è di indubbio impegno: non un bicchiere scontato, non uno. Il servizio è amorevole, l'ospitalità amichevole pur nel rispetto rigoroso dei ruoli. Il conto è financo garbato - no, non popolare - rapportato al livello di mano e di pensiero. Momenti felici a josa.

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