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La Rosetta, Roma

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VOTO MEDIO
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DI ALESSANDRO BOCCHETTI
VOTO
7.8
La Rosetta, Roma
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INFORMAZIONI
NOMI LA ROSETTA
Chef MASSIMO RICCIOLI
Indirizzo Via della Rosetta, 8 - Roma
Telefono 06 6861002
Orari di apertura Pranzo: 12:15 - 14:45; cena: 19:00 - 22:45
Giorno di chiusura Mai
Periodo di chiusura 1 settimana a gennaio, 2 settimane ad agosto
E-Mail info@larosettaristorante.it
Sito http://larosettaristorante.it/it/home/
Piatto forte

Ostriche, catalana di astice, rigatoni al ragù di cernia e ricotta

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Piatti di mare, cucina classica merditerranea


Pochi indirizzi hanno segnato la ristorazione romana come la casa della famiglia Riccioli, sta in questo angolo di Roma sparita da cinquanta anni, sempre con una offerta solida di cucina di mare in salsa capitolina.

Il Pantheon è uno degli angoli più belli e offesi della città, il senso della storia stratificata in questa antica costruzione romana, usata ininterrottamente per millenni: tempio, basilica, cimitero ed oggi bazar. Torme di turisti sciamanti in ciabatte e pantaloncini corti d’ordinanza, bancarelle di souvenir made in china, stanchi centurioni malconci che offrono foto ricordo, ristorantini da menù turistico acchiappagonzi. Ad un passo da tutto questo La Rosetta ha sfidato gli anni, da rustica trattoria di mare, sino a bomboniera del gusto per amanti del pesce, senza mai abbandonare lo stile di qualità assoluta e servizio discreto che l’ha fatta conoscere nel mondo.

Bisogna dirlo Massimo Riccioli è un grande cuoco di mare, uno di quelli che da del tu al pescato, che ne conosce ogni millimetro. Il suo stile di cucina solido e classico, con una capacità tutta mediterranea di contaminarsi con erbe aromatiche e acidità coraggiose, ha segnato la cucina di pesce romana come pochi altri. Negli anni la rosetta ha cambiato pelle, subito un successo eccezionale nella prima repubblica e una crisi dolorosa in questa seconda. Ma è resistita.

Nella sala tutto legno e ottoni, questa storia puoi quasi avvertirla. Le tovaglie bianche, i cristalli scintillanti, la cucina a vista e il pescato in mostra, se chiudi un attimo gli occhi puoi rivedere la vecchia trattoria dalle sedie di paglia di una volta. Sta sempre qui, nulla in realtà e cambiato. La sala profuma di storie, di feste, di amori clandestini, di vita… come solo alcuni indirizzi storici sanno fare. Oggi smussati alcuni eccessi di un’Italia che non c’è più, registrati i menù dai ricarichi reaganiani e i vini da americano a Roma, resta una solida e golosa cucina di pesce che ci piace molto.

Seduto ai tavolini nella vietta, con il Pantheon in lontananza e uno spicchio di sole, in una giornata di primavera romana che già profuma di estate abbiamo assaggiato uno strepitoso menù di mare a sorpresa al costo giusto di 55 €.

Si comincia con i crudi, ostriche da urlo, fresche e sapide, sanno di iodio e di onde, poi un fresco carpaccio di ricciola con acqua di pomodoro e basilico e un carpaccio di tonno con fragole e timo tra morbidezza e freschezza. Poi i cotti, una solida e classica catalana di astice, di grande soddisfazione e il polpo con il broccolo romanesco è un boccone territoriale, chiaro e intenso nella sua nota di ferro e fuoco. Giusto il tempo di una fritturina di calamari, zucchine e menta, fresca e casalinga, peccato per una maggiore croccantezza che avremmo gradito. La pasta, ricca e generosa, rigatoni al ragù di cernia e ricotta, un primo per grandi appetiti, magari anche sbilanciato in un menù così pieno. Efficace la ricciola in padella, dalla cottura precisa e millimetrica, e dal morso solido e materico, di buon taglio. Si chiude con i dolci fatti in casa ricchi e golosi, su tutti una strepitosa creme brullè allo zenzero, vellutata e serica, cui il tocco di zenzero dona quel dinamismo in più.

La bottiglia di Riesling Herzu di Germano, fa il suo lavoro egregiamente nel suo tono un po’ vintage e fresco, aiuta a chiudere un pasto piacevolissimo, conto di 120 € in due per una sosta di gran classe, mica male.

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