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La Dama dell'Hotel Boscolo

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.0
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INFORMAZIONI
NOMI LA DAMA
Chef SERGIO MEI
Indirizzo Corso Matteotti, 4/6 - Milano
Telefono 02.77679611
Orari di apertura Cena
Giorno di chiusura Mai
Periodo di chiusura Variabile
Sito http://milano.boscolohotels.com/
Piatto forte

brodetto d'astice, tonnarelli neri, scampi e asparagi

Prezzo tre piatti 80-120
Prezzo degustazione 80-120
Visitato in data 25.05.2016
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
SCOPRI DOV'É

Una terrazza, una vista che vale il viaggio dalla Terra alla Luna, una gestione nuova e appassionata, uno chef di lunghissima esperienza sono gli ingredienti di una sosta unica in Milano, e non solo.

 

Il locale

All'ottavo piano del Boscolo Hotel di Milano, la terrazza s'apre sulla straordinario skyline del centro: il Duomo così vicino da poterlo toccare, la Torre Velasca poco più in là. L'arredo è sobrio, a metà tra ristorante e american bar: un piano offre accompagnamento musicale. Nessun timore per le serate invernali o improvvisi temporali: tutto si protegge con tendoni in plastica trasaprenti. L'attuale gestione però prevede una ristrutturazione a breve.

La cucina

Sergio Mei ha una storia lunga e documentata di successi e affidabilità: porta in tavola la sua linea chiara e rimarchevole. Mediterraneo, dunque, pesce, a tutto tondo; qualche attenzione alla presentazione senza delirii estetizzanti, perchè "quello che conta è il gusto".

I piatti

Una tartare di tonno, una maionese di mango, avocado e caviale sono il benvenuto. Il brodetto di astice - una poderosca bisque dalla generosa classicità - è appena imbiancato da una nevicata di pecorino, saporitissimo. Lo scampo palesa una cottura straordinaria: lambito dal fuoco abbastanza da aggiungere un tocco di amaro alla dolcezza salmastra del crostaceo. Fuori la punta d'asparago, medesimamente trattata, e la julienne fritta. La capasanta con il pomodorino candito. L'uovo di quaglia, il flan: forse il personaggio meno felice di questa galoppata.

Un riso con piselli freschi, mitologici calamaretti spillo, e pungitopo, folgori d'amarezza: lesto, leggero, e cotto profondamente. In molti lo avrebbero preferito più sodo. Un piatto di tonnarelli neri con una "carbonara" di seppie, e spinaci. Sapore esplosivo, con le croccanze ben affiancate alla morbidezza degli erbaggi.

Ancora, un "piattone" dal sapore vintage: un tranciotto di ricciola s'accompagna a funghi, olive, pomodoro. Sapori confortevoli e decisi che preferiscono l'accessibilità all'avanguardia.

Tra i dolci: ciliegie e gelato al pistacchio, che pare più un pre che un dessert, cionondimeno piuttosto bislacco. Di giustezza la creme brulèe con fragoline di bosco.

La cantina

Scelta di bottiglie rassicuranti, conosciute a i più, oppure piccole produzioni in genere piuttosto convenzionali, proposte a prezzi in linea con la piazza e adeguati al tono del locale.

Il servizio

Lindo, volonteroso, carezzevole. Il ritmo dei piatti è perfetto, la gestione del tavolo senza sbavature.

Il conto

Boscolo è un hotel prestigioso, lussuoso: il suo ristorante deve essere a l'altezza, anche nel conto. I piatti si issano verso i 30 euro cadauno, il menù degustazione, con 5 portate, sale a 90.



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