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Clandestino, Portonovo AN

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VOTO MEDIO
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DI FRANCESCO ANNIBALI
VOTO
8.2
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI CLANDESTINO
Chef MORENO CEDRONI
Indirizzo Località Baia di Portonovo - Portonovo
Telefono 071.801422
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Sempre aperto
Periodo di chiusura Da ottobre fino a primavera
Sito http://www.morenocedroni.it/clandestino/main.php
Piatto forte Pesce
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Cedroni esprime una cucina di tecnica superlativa e colma di riferimenti internazionali, ma mai autoreferenziale. E soprattutto ludica, senza essere mai infantile. E il Clandestino è la sua interpretazione di chiosco sul mare.


Così come Quentin Tarantino ha sublimato la violenza in spettacolo, Moreno Cedroni ha tradotto la cena nel grande ristorante da evento a divertimento. Si piacerebbero, Tarantino e Cedroni. Ci scommettiamo una scatoletta di tataki.

Impossibile – intendiamoci – ridurre il grandissimo cuoco di Senigallia a talento di comunicazione. Ai fornelli, Cedroni esprime una cucina di tecnica superlativa e colma di riferimenti internazionali, ma mai autoreferenziale. E soprattutto ludica, senza essere mai infantile. Proprio come il cinema di Tarantino. Ed è per questo che non è indispensabile essere gourmet per amarla.

Il Clandestino, lungi dal rappresentare il locale entry level o low cost della semiotica cedroniana, è la sua interpretazione del Chiosco (tutti i chioschi) sul Mare (tutti i mari).

Chiaro poi che stare a Portonovo, forse la più bella spiaggia delle Marche, nel parco del Conero, con il monte omonimo a strapiombo sopra la testa che ti separa dal resto del mondo, è un surplus non da poco.

La sera di Ferragosto ti senti l’ospite ad una cena di alta moda. Ci sono – il riconoscimento alla cieca in questo caso non è poi così arduo – il commesso di corso Como con aspiranti veline, l’arredatore con un foulard che ci compri una vaschetta di beluga, il grande professionista del nord che spiega a voce volutamente eccessiva perché Bottura è meglio di Alajmo – che si capisca che è stato più volte da entrambi, l’Harleysta in nero dalla testa ai piedi che sbatacchia irriverente lo Champagne nel bicchiere, molti turisti abbronzati giunti al Clandestino perché il Clandestino sta qui. E anche qualche gourmet. Ma pochi.

Il tavolo è sulla spiaggia, il mare a un centimetro.

La cucina dell’uomo che traghettò le suggestioni culinarie nippo-catalane in terra italica sta benissimo. Pensatissima, costruita – astenersi amanti degli spontaneismi –  tutta giocata attorno ad un pesce quasi sempre crudo o poco cotto.

I ragazzi del servizio sembrano lontani un miglio, poi inoltri una richiesta e ti avvolgono calorosamente. Una vicinanza chirurgica, e che fa chiudere un occhio su tempistiche non proprio calibrate. Il menù infatti stenterà ad arrivare (parliamo di pochi minuti), una volta ordinato però i piatti voleranno sul tavolo.

A proposito di tataki. Il “Tonno bianco con conditella” è una costruzione millimetrica: acidità e succo del pomodoro all’attacco, tonno-tonno-tonno a centro palato, e finale speziato, potente per la cipolla. Uguale e contrario il “Roastbeef di tonno bianco”, corroborante, sostanzioso quanto un vitello tonnato.

Due grandi piatti che aprono a due piccoli capolavori.

Il “Fish and Chips” è un baccalà di morbidezza indimenticabile. Il “Tocco di Mida” è un dessert di complessità fuori scala, tutto giocato su acidità fruttata e piccantezza, amplificate dalla varietà delle consistenze. Di per sé un piatto da 9.5, che vi farà chiudere un occhio su quella “Lasagnetta” (in realtà è una lasagna) che vi era arrivata prima: un dipinto, ma non molto contrastata nel ripieno.

Pane deludente, asciutto e troppo lievitoso, extravergini da sballo (sono di Gianni Giacani, un fuoriclasse), porzioni che non hanno più quell’aura da aperitivo di qualche anno fa: adesso abbondano, davvero.

Inopportuni, più che sorprendenti, i 5 euro di coperto (non applicati al menù degustazione) in un posto di tale avanguardia e finezza. Il locale resterà aperto fino a inizio ottobre, tutte le sere. Degustazione a 85 euro, 50 euro per saltellare sul menu, saziandovi.

Ricordandovi che potete venire anche solo per un aperitivo (la carta dei vini giustamente indugia sui bianchi del nord Europa, ideali per le crudità) o per un dolce notturno e sognante. Alzando gli occhi, per un momento crederete di stare dentro un quadro di Chagall.

 

Immagini di Moreno Cedroni.

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