Tra Zero e Infinito l'orizzonte di Pojer & Sandri - Appunti di Gola

Tra Zero e Infinito l’orizzonte di Pojer & Sandri

Pubblicato il: 21 Dicembre 2017

Argomenti: Vino

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Parlare di una bottiglia senza parlare della bottiglia, è il dilemma del cantastorie: una specie di Sindrome di Stoccolma dello scrittore prigioniero dello scritto, che alfine non desidera altro che non essere liberato. Di restare per sempre intrappolato nel racconto della bottiglia senza rappresentarla. Dimenticando tutta quella spuma per nulla frivola, quello schiocco etereo nel naso che annulla le vecchiezze, quelle pere ben mature. Dimenticando pure tutto il sale, tutta la vellicanza sulle papille, tutto quell’andare via come se i quattro anni non fossero passati, come se i gradi non fossero 12.

Allora dovresti raccontare dell’avventura sui filari di Solaris, vite “sintetica” ottenuta da almeno tre vitigni nordici; resistente, non trattata; dei suoi frutti a correre verso la pigiatrice per ottenere un mosto scalciante pur se misurato d’alcol. Del procedimento assurdamente plausibile di vinificazione, dal freddo delle frigorie al coldo grembo del bagnomaria. Della bottiglia chiara ma pesante, del tappo a corona. Ma dovresti soprattutto pensare alla visione orizzontale di questi uomini che guardano diritto cercando di superare l’ultimo limite appena scritto: vitigno resistente, zero trattamenti, respiro infinito. E la dimostrazione palese è questo flacone che, riportato alla luce ben 4 anni dopo, non solo è vivo e vivido, ma è al meglio di sè.

Va via come il vento con sarde fritte, calamari alla griglia, anguilla al fumo, e risotti pallidi.zero infinito 2013 - 0050

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