Sottobosco '10, rosso infinito da Cà de Noci. - Appunti di Gola

Sottobosco ’10, rosso infinito da Cà de Noci.

Pubblicato il: 4 Settembre 2017

Argomenti: Vino

Tags: , , , , ,

Tra tutti i luoghi comuni legati al Lambrusco, o “ai Lambruschi”, uno dei più diffusi è quello legato all’invecchiamento. Che il vino dell’Emilia non può prendere tempo, eccetera.

Inoltrandomi nelle segrete della piccola Cantina di Puianello, Cà de Noci, ho seguito Giovanni Masini tra gli scaffali delle bottiglie avanzate e, dopo breve colluttazione, sono riuscito a strappargli un flacone di Sottobosco ’10.

Questo vino, tennicamente, è un non-lambrusco: contiene infatti uve non ammesse dal disciplinare. Ma rientra nel più cristallino uso locale, almeno di questa parte del Reggiano, che spingeva nei tini mosti di viti biodiverse. In sintesi, la regola era “c’è quel che c’è”, e il resto veniva dopo. Qui infatti i Masini Bros. pigiano l’antipatico Montericco, la Grasparossa, la Sgavetta e il Malbo. Un poker vincente, alla luce dei fatti, timbrato Emilia Rosso Igt per la gioia di qualche burocrate poltronista addetto alla complicazione cose semplici.

E invece noi versiamo questa meraviglia al seguito di un clamoroso piatto di tagliatelle al ragù. E restiamo, sommessamente, basiti.

Beviamo un vino del 2010 che, come il calabrone non può volare, non potrebbe invecchiare, e invece ci schiaffeggia con un colore che pare spremuto ieri pomeriggio. Ci insulta con un profumo furiosamente vinaccioso. Ci offende con un sorso che – seppure a tratti assottigliato come un maratoneta avanti negli anni – rappresenta il paradosso lambruschista: elettrico, pervicace, nervoso. Tannino asciutto, sorso rubizzo, finale energico.

Questo Sottobosco è strabiliante.

sottobosco 2010 - 07 copia

Un commento a Sottobosco ’10, rosso infinito da Cà de Noci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *