Prove | FoodSaver, sottovuoto pop - Appunti di Gola

Prove | FoodSaver, sottovuoto pop

Pubblicato il: 22 Luglio 2015

Argomenti: Prove

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Tutto un gran parlare di sottovuoto domestico: e si pensano a quei colossali macchinoni ingombranti e rumorosi e – in genere – decisamente bruttarelli. Poi inciampo in FoodSaver ed ho l’occasione di provarlo a casa. Sono contento, perchè da tempo avendo a che fare con produttori di macchine sottovuoto e cuochi che ne fanno uso mi sono incuriosito assai.

Il FoodSaver è piccolo e leggero: non ha la pretesa di raggiungere le prestazioni di un sottovuoto a campana, ma di essere un buon compagno di cucina. Non ha bisogno di un suo posto sul piano di lavoro – che sarebbe comunque l’ideale – ma anche riposto sullo scaffale sa farsi trovare pronto alla bisogna in pochi secondi. Prendi, appoggi, innesti la spina e pronti via.

Funziona con i comodi sacchetti ma anche con il razionale rotolo “su misura”: con la pressa a caldo puoi tagliare la misura che ti occorre da due calze di diversa misura (grande e piccola) e sprecare il meno possibile. Occorre un minimo di pratica per far funzionare bene la taglierina, anzi: occorre scoprire che se tagli da sinistra a destra funziona come un lasere, da destra verso sinistra fa tagli bislacchi. Poco male.

La termochiusura è rapida: va solo compreso che la pressione da esercitare sui due lati della macchina per ottenere un’adeguata chiusura è forte, fino a quando non avverti il doppio scatto e la luce verde si accende.

Presa la misura del cibo che vuoi sottovuotare giri la calza ed avvii il processo premendo un tasto. Un po’ di borbottii e l’aria è estratta.

Come funziona: per i cibi secchi (salumi, ortaggi, formaggi) ben bene, il materiale del sacchetti aderisce bene, hai la sensazione di cosa ben fatta. Per l’umido mostra qualche limite in più non ostante l’apposita funzione (è solo un bottone in più): provato con minestre, paste asciutte avanzate, salse fa comunque il suo dovere, ma comunica minore efficienza. Il potere di conservazione è comunque buono, molto più efficace di una pellicola aderente.

Le buste sigillate poi possono rimanere in frigor per i freschi, o in congelatore per le lunghe conservazioni. Oltre all’assoluta mancanza di odori, c’è un effetto collaterale assai gradito che è lo stivaggio. Il pozzetto del freezer o il ripiano del frigor diventano improvvisamente ordinati come lo scaffale di una farmacia, e basta un pennarello indelebile per sapere cosa diavolo hai infilato in quella busta. Bello.

Insomma: per un arnese che costa poco più di cento euri i vantaggi sono evidenti. Value for money, dicono quelli bravi.

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