Il Valentino, il nuovo überspaghettone di Felicetti - Appunti di Gola

Il Valentino, il nuovo überspaghettone di Felicetti

Pubblicato il: 9 Dicembre 2016

Argomenti: Assaggi

Tags: , , ,

Ho avuto la fortuna di affiancare Riccardo Felicetti nella preparazione della Festa per l’80mo di Valentino, scrivendo una piccola biografia di un uomo fuor del comune. L’ho incontrato una sera tardi, per la prima volta, e mi ha impressionato il volume della sua emissione di voce: ancora non sapevo della sua passione indomita per il canto, ma ho scommesso subito con la mia vocina interiore che cantasse da tenore. Ho vinto. E so perché questo spaghetto così turgido e potente abbia preso il suo nome: perché è il più grande di tutti, dicono a Predazzo.

Ho la fortuna di ciarlare del più e del meno con Riccardo, uomo d’azienda e di relazione del pastificio Pardaciano: c’è chi la chiama amicizia, e io sarei del parere. Per cui parlare del nuovo prodotto del Pastifizio Felicetti, a cui sono vicino per spirito e per impresa, parlare di uno spaghettone della cui ricerca di un nome sono piene le nostre chat notturne potrebbe far temere un eccesso di benevolenza. Va bene, ora che l’abbiamo temuto, caliamo il Valentino.

Monograno “Il Cappelli”, come la più recente linea di Felicetti vuole. Calibro grande, molto grande, senza essere esorbitante. Nell’acqua si piega lentamente, e con lascivia. Nel frattempo esala i suoi spiriti buoni di cordami e di sacchi di iuta, di terre d’argilla e di grano fresco: una promessa.

Per questa prova ho mandato l’acqua a bollore e ho lessato il Valentino per 4 minuti, poi ho spento e incoperchiato per altri 11. Il risultato prima del condimento era un dente stretto ma non nervoso, senza vetro al centro. Il sapore di grano è diretto.

L’ho condito con un pesto di cicoria aglio e acciughe, deciso ma non irruente, e l’ho mantecato a freddo nella boule. Il pesto si arrampica lungo i fianchi del Valentino, e appena perde quei pochi gradi di temperatura diventa davvero restio a lasciarlo: s’aggrappa. Lo vedo bene con sughi ricchi ma non grassi, terricoli, anche vegetali, con salse di formaggi, erbe.

Insomma, mi sa che l’überspaghettone sia venuto proprio bene.

il-valentino-01-copia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *