Il Sabato del Villaggio | Quando scoppiò la bolla - Appunti di Gola

Il Sabato del Villaggio | Quando scoppiò la bolla

Pubblicato il: 29 Luglio 2017

Argomenti: Il Sabato del Villaggio

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In realtà tutta la faccenda del food andò a rotoli sul finire del secondo decennio del primo secolo del terzo millennio. Le prime avvisaglie si ebbero nel ’18, con la cosiddetta Rivolta delle Ragazze di Una Volta. Quasi per fermentazione spontanea mille pulman di nonne di tutta Italia accorsersero a Roma al Circo Massimo per reclamare la propria autodeterminazione. Al grido di “Il brodo è mio e lo gestisco io” e “Il riso, il riso, per sempre col sorriso” una legione di giovani ragazze di cinquantanni prima invasero il grande spazio, chiedendo una giusta mercede per ogni volta che venivano tirate in ballo, per un verso o per l’altro. Nel corso della rovente giornata le forze dell’ordine, per la verità un po’ in imbarazzo nel caricare le vecchiette, hanno registrato violenze inaudite, con i militi nutriti a forza con stampi di parmigiane, cofane di tagliatelle, badilate di orecchiette. Il punto più virulento della protesta fu toccato durante lo showcooking – organizzato per l’occasione – dell’anziana blogger titolare del famoso blog nonnaedonnaebloggeraifornellicongioiaedelizia.it, quando fu preparato un piatto chiamato “contemporaneo” e anche “moderno” al solo scopo di sfregio: la mousse di cosce di rana in consommè di cervo con tartare di oloturia fu infatti poi gettata in pasto ai cinghiali che da tempo bivaccavano al Circo.

In reazione a questo movimento di reazione iniziarono a sorgere dei gruppi militanti, che distribuendo davanti alle scuole degli oscuri ciclostilati: famoso fu quello dei Nuclei Resilienti di Gastronomia Anarchica che scandendo slogan di violenza inaudita, quali “Bastanonne!” e “Nonna fammi una lasagna/e finisci questa lagna“, oltre a molti altri che non possono essere qui riportati, si diede ad episodi gravissimi di iconoclasmo: introdotti furtivamente nottetempo nelle cucine del Gran Premio Mondiale e Regionale del Bacalà alla Vicentina sostituirono tutte le forniture di stoccafisso con altrettanto baccalà; assaltarono con una sferificazione di avocado e nutria in mano la Camera di Commercio di Bologna e distrussero ogni traccia della Vera & Veridica & Unica Ricetta del Vero & Unico Ragù alla Bolognese; colpirono ripetutamente un noto giornalista napoletano con delle cosce di bellota iberico stagionato cento mesi mentre tentava di registrare la ricetta della  Vera & Sola Pizza Margherita Alla Napoletana presso il Tribunale dell’Aja.

Fu quella la goccia che fece traboccare il vaso: tutti i partiti politici, incluso DEM, PUT, SLIM, FAT, Sinistra democratica, Democrazia Di Sinitra, Lega Democratica, Movimento Democratico, Partito Nazionale Democratico & Nazionale votarono compatti un Tribunale Speciale per i Crimini Alimentari. Il primo e più famoso processo fu quello che vide imputato il famosissimo giornalista Antonio Scuteri per aver affermato che il Piatto più Buono della Cucina Mondiale era Tortellini Panna Prosciutto e Piselli, quando è arcinoto che invece è lo Spaghetto Aglio Olio e Peperoncino, Purchè Ben Mantecato. La giuria, composta di nonne, lo condannò a 16 anni di semolino forzato.

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