Il Pošip di Krajančić, bianco sur lie - Appunti di Gola

Il Pošip di Krajančić, bianco sur lie

Pubblicato il: 28 Novembre 2016

Argomenti: Vino

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L’isola di Korcula ha quasi obliterato il nome veneziano Curzola, seppellendolo sotto anni di Jugoslavia e – più tardi – di Croazia. Isola dalmata tra le più integre, ha nella coltura del vino uno dei suoi momenti più felici. Qui, a Čara, si coltiva il  Pošip in via originale ed autoctona assieme ad altre cose esotiche, come il Rukatac.

Čara è proprio nel mezzo della lingua di terra isolana, all’incorocio di due strade: quella orizzontale che conduce dal porto est al porto ovest, e quella verticale che spinge il viaggiatore all’anfratto di Zavalatica, dove nascostissimo giace uno dei luoghi paradisiaci di questo mare.

Krajančić è forse il più famoso vignaiuolo di Korcula, e uno dei più chiari di Croazia: la sua vena poetica, il suo ammantare di una visionaria adorazione i suoi luoghi avvince non meno dei fazzoletti di terra a vigneto, rossa come il mattone. Sulla strada che scende all’approdo la piccola cantina dove si curano le bottiglie, poche, preziose. Il Pošip vive sui lieviti, in una ricerca formale e sostanziale che distingue questi vini dalla produzione massiva e un po’ facilona delle cantine più grandi.

Questo bicchiere ad esempio, svetta per i riflessi verdi, potenti; per il naso che coniuga una legnosità esposta e un frutto grasso e maturo; per l’assaggio succoso e salivante, scavato nel mezzo. Un’abboccatura decisa e convessa che scappa via verso il finale in cui sono racchiuse le vibrazioni e gli struggenti tramonti di Korcula.

Da annegarci paste cotte al punto e maritate a ricci di mare, come se fosse l’ultima cosa.

 

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