Il Dingač '10 di Bubrig, vino blu di Pelješac - Appunti di Gola

Il Dingač ’10 di Bubrig, vino blu di Pelješac

Pubblicato il: 4 Novembre 2015

Argomenti: Vino

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Quel dito puntato in mezzo all’Adriatico l’hanno amato, gli uomini, da un bel po’: le acque azzurre e sempre calme regalano approdi e ripari che rendono piacevoli quei luoghi che visti di lontano possono sembrare assai inameni. Pendii scoscesi, pietre calcinate dal sole, scogli improvvisi. La penisola di Pelješac – Dalmazia profonda – si slancia nel blu, e le brezze e il clima sono quelli giusti per coltivazioni di pregio estremo: ostriche a perdifiato nel mare, ricamato dai campi d’allevamento, e il Plavac Mali che cresce vicino a terra con i suoi grappoli fitti e blu.

Il Dingač è un rosso fumigante d’alcool prodotto nella regione che denomina il vino, ed è così impegnativo da richiedere ai produttori di estrarre pazienza in gran copia dal proprio tascapane. Quattro, anche cinque anni sono il periodo minimo per poter ragionare di questi bicchieri, che hanno nel governo della esuberante potenza la chiave di volta della loro espressività.

Profondo come il sangue, il Dingač di Bubrig profuma deciso sul versante più scuro: carboni assieme ai frutti rossi maturi, la sferza dell’alcool sulle prese di forza, una virgola animale. L’assaggio è mirabilmente composto, con tannini puntiformi che guidano il sorso verso un centro neppure troppo carnoso, e il finale che vibra forte. Parlare di freschezza per un colosso da 15.2° volumetrici è un azzardo, ma la percezione è proprio quella: una tensione ariosa che trascina il termine verso un’agilità di bevuta che riesce a sorprendere.

Un bicchiere tutt’altro che imbellettato, anzi incline al muscolo e all’esibizione, ma non privo di personalità e di carattere oltre la curiosità etnoica.

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