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Agriturismo Le Campestre, Castel di Sasso CE

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VOTO MEDIO
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DI GIAMPIERO PROZZO
VOTO
8.0
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INFORMAZIONI
NOMI AGRITURISMO LE CAMPESTRE
Chef EULALIA PARILLO
Indirizzo Via Buonomini, 3 - Castel di Sasso
Telefono 0823.878277
Orari di apertura Pranzo e cena
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@lecampestre.it
Sito http://www.lecampestre.it/
Piatto forte Conciato romano; scialatielli; antipasti
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Un'immersione rovescia, una apnea tra le meraviglie emerse della terra


Azienda agricola Le Campestre. Qualche cartello, le ultime curve nel nulla, poi anche la strada sembra arrendersi, oltre solo sterrato e silenzio. A sinistra quel cancello aperto sulla valle, due ante che come braccia ti invitano semplicemente in un altro mondo, quello di Manuel Lombardi e della sua famiglia. Diciannove chilometri, solo diciannovemila metri li separano dall'ombra della reggia di Caserta ma lo splendore qui non ha avuto bisogno della mano dell'uomo, anzi.

I Lombardi sono persone che rapiscono subito. Hanno passione, una storia da raccontare e lo smisurato orgoglio nell'illustrare questa loro casa senza pareti. Manuel è nato oltre queste colline, molto aldilà, tra le brume belghe e le architettuire fiamminghe ed ora, grazie al coraggio dei genitori che sono voluti tornare qui dopo essere migrati in gioventù, puo' porgerti le immagini del menù facendoti alzare da tavola e farti strada tra le viti e i limoni, gli olivi ed i fichi d'India, indicandoti i resort -come suggerisce sottovoce- abitati da pecore, maiali e galline.

Un lavoro enorme e faticosissimo che si traduce in tavola nel diluvio iniziale di antipasti: pomodorini gialli invernali con il primo sale di pecora, la mela sotto aceto, cachi sott'olio, pancetta di maialino nero  e altri incontri del viaggio nella loro dispensa a cielo aperto ricomposti con garbo nei piatti e che si conclude in terrazza -in un piacevole lento trascorrere- con quei kiwi, quelle amarene e quelle mele che ancora pendono dai rami fuori i vetri.

Nel mezzo, questa weltanschauung bucolica ed integralista consolidata col bando di qualsiasi prodotto industriale si manifesta poeticamente con l'arrivo degli scialatielli. E' lì che tutto si compie, con quella pasta che ha le impronte delle mani ed è risulta del grano coltivato in proprio poi portato al molino in pietra, colorata da quegli asparagi colti da Francesco mentre probabilmente, arrampicandomi con l'auto, già cingevo queste colline.

Francesco è il figlio di Manuel e deve ancora compiere i 4 anni.

Un'immersione rovescia, una apnea tra le meraviglie emerse della terra che costa 30 euro che comprendono anche l'esplorazioni delle carni, il rosso del vitigno Casavecchia, l'acqua di torrente, il dolce dal profumo di casa, il limoncello.  E il conciato romano, naturalmente. L'esperienza del formaggio.

Scappate qualche volta qui, dove il tempo è molle, dove la terra sembra respirare senza affanni e affacciatevi dalla terrazza. Allora capirete perchè la strada non poteva andare oltre.

 

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