Vindagòti, la bottiglia irriverente di Filippi - Appunti di Gola

Vindagòti, la bottiglia irriverente di Filippi

Pubblicato il: 10 Dicembre 2017

Argomenti: Vino

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Giallo: senza retroetichetta, in vetro chiaro. IGT, senza annata, senza dichiarazioni, senza declamazioni: ma con un panegerico in caratteri a mano che raccontano l’anima popolare di questo vinellino – e nemmeno tanto “ino” – da versare nei “gòti”, i bicchieri senza stelo che in Veneto portano le “ombre”.

Allora Filippi, che dalle bande di Castelcerino imbottiglia un signor Soave, spreme dalle sue uve Garganega anche questo flacone da litro, inno alla convivialità senza fisime, due fette di soppressa, una scaglia di latteria, un pezzo di pane, e picchiamo i bicchieri e stiamo allegri e via.

(ma quello che si versa dalla bottiglia banale non è: che è oro puro alla luce, frutta matura e camino spento al naso, sorso liscivo [e lascivo] come t’immagini da sorsi di ben altro lignaggio. E il finale schiettamente amaricante, proteso nel vuoto come un trampolino, in piena fase di lancio verso la felicità)

Si versa, si beve, il Vindagoti: già indagarlo è fargli un torto. Raccontarlo, un peccato minore.

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