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Morellino di Scansano

Morellino di Scansano
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Pubblicato il 16.09.2020

STORIA


Morellino è un nome locale attribuito, in questa parte della Maremma toscana, al vitigno Sangiovese, anche se il vino Morellino di Scansano, che è un vino a DOCG, ammette il taglio con altri vitigni fino a un massimo del 15%. 

La colonizzazione di gran parte della Maremma da parte di una viticoltura da vino di alta qualità è un fatto relativamente recente. La zona di Scansano, in provincia di Grosseto, è però tra quelle che fanno eccezione a questa regola: gli archeologi attestano infatti che qui la viticoltura era praticata fino dall’antichità etrusca, ed ebbe forte impulso dopo la conquista romana nel III secolo a.C. La presenza in zona di fornaci per la produzione di anfore, il mezzo di trasporto del vino via nave nell’antichità, insieme ad altre testimonianze e ritrovamenti, attestano lo sviluppo di un commercio fiorente verso l’Italia e la Provenza.

Dopo un periodo di spopolamento e declino seguito alla caduta dell’Impero la viticoltura ebbe nuovo impulso nel XVIII secolo, quando Scansano assunse la dignità di capoluogo estivo della Maremma attraverso una prassi amministrativa chiamata “estatura”: poiché la zona costiera era diventata paludosa e malsana gli uffici direzionali e amministrativi della provincia di Grosseto venivano trasferiti per sei mesi all’anno a Scansano, che si trova più all’interno e a 500 metri di altitudine. 

Gli ultimi decenni del novecento hanno visto poi una crescita importante del settore vitivinicolo tanto sul piano quantitativo quanto su quello qualitativo, con nuovi investimenti in vigneti e cantine, sia di nuovi imprenditori che di grandi nomi già affermati in Chianti, a Montalcino o in altre zone d’Italia, nonché di una eccellente cooperativa di viticoltori. Una crescita certificata nel 2007 con la denominazione di origine controllata e garantita, in grado di meglio tutelare il marchio Morellino (la DOC è del 1978).

Morellino di Scansano

TERRITORIO


La zona di produzione, come definita dal disciplinare della DOCG, è compresa “tra i fiumi Ombrone e Albegna, e include l'intero territorio amministrativo del comune di Scansano (nell'immagine sopra) e parte dei territori comunali di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna, nella provincia di Grosseto”. È un’area piuttosto vasta che si estende dai primi rilievi collinari sub-costieri fino quasi alle prime pendici del Monte Amiata e ai boschi dell’Appennino.

La viticoltura non è intensiva sul territorio ma si intercala ad altre coltivazioni e boschi. Ci troviamo in una fascia climatica tipicamente mediterranea, con inverni miti ed estati calde e generalmente poco piovose. Salendo in quota il clima si rinfresca e si accentua l’escursione termica tra giorno e notte (e tra estate e inverno).

TIPOLOGIE


Il Morelllino è un vino rosso secco, di ottima struttura e corpo ma in genere anche di immediata gradevolezza. Ve ne sono due tipologie, codificate nel disciplinare: “annata” e “riserva”. Come si intuisce dai nomi la prima tipologia include i vini più giovani, mentre la riserva può essere immessa sul mercato dopo due anni di affinamento, di cui almeno uno in botte di legno. 

Morellino di Scansano

ASPETTO, ODORE, SAPORE


Il Sangiovese non è un vitigno dal colore particolarmente intenso: il taglio con altri vitigni (tradizionalmente era il Colorino, oggi anche altre varietà) può però accentuare la profondità del colore rubino brillante che è la veste con cui il Morellino si presenta. Nel corso dell’invecchiamento si accentua la sfumatura granata. 

È un vino profumato di marasca e frutti neri, talvolta di viola, con sfumature di sottobosco e macchia mediterranea. Nella tipologia Riserva si evidenziano note di spezie e di vaniglia.

Al gusto è un vino ben equilibrato nei suoi componenti, con una tannicità gradevole che si sposa bene con il cibo e una buona persistenza aromatica.

ABBINAMENTI A TAVOLA


Il Morellino è un vino versatile, che non presenta particolari difficoltà nell'abbinamento con il cibo. La tipologia “annata” si lega bene a primi piatti con sughi di carne, come il Ragù alla bolognese, e salumi, per fare solo alcuni esempi, ma anche al pesce azzurro come sarde alla griglia o fritte e sgombri al forno.

La tipologia riserva si inquadra nella categoria tradizionale dei “vini di arrosto”. Uno stufato di cinghiale completerebbe senza dubbio l’omaggio alla Maremma, ma vanno benissimo anche una bistecca o un formaggio stagionato.

Il Morellino va servito a temperatura di cantina, 16-17 gradi, anche qualcosa di meno per la tipologia “annata”. 

a cura di Maurizio Gily, agronomo ed esperto di enologia

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