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40 ricette per tutti perché è l'Anno Internazionale della Frutta e della Verdura

Data pubblicazione 07.04.2021
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Il 2021 è l’anno Internazionale della Frutta e della Verdura, lo ha annunciato la Fao a metà dicembre scorso.

Questo appuntamento, che ha l’obiettivo di sensibilizzarci sul ruolo dei vegetali nella nostra alimentazione, rientra nel Decennio d’azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione. 10 anni (2016-2025) di programmi e investimenti volti a eliminare la malnutrizione nel mondo ‘senza lasciare indietro nessuno’, si precisa.

 

Ma torniamo alla frutta e alla verdura, con qualche rara eccezione (leggi Biancaneve) sono simbolo universale del mangiare sano. Il loro consumo, ormai lo abbiamo imparato, migliorando la qualità della nostra alimentazione, da un lato favorisce la salute, dall’altro riduce la quantità di sprechi che stanno compromettendo il pianeta (come spieghiamo in Con tre milioni di tonnellate di cibo sprecato all’anno stiamo distruggendo il Pianeta). È evidente: dall’aumento di quantità di vegetali consumati e di varietà degli stessi trae vantaggio la biodiversità (contro la monocultura), la sostenibilità e il lavoro di chi opera nel settore agricolo. Senza dimenticare che quando pensiamo che i paesi in via di sviluppo abbiano facile accesso alla frutta e alla verdura, stiamo dando credito a uno stereotipo, non è così, alcuni fattori come il trasporto, il rincaro dei prezzi, le modifiche ai processi di produzione non rendono sempre frutta e verdura disponibile a chiunque e in ogni dove.

 

Il documento della FAO è interessante e vale una lettura approfondita. Intanto parte dalla definizione di cosa possiamo considerare frutta e verdura: tutte le parti commestibili delle piante: dai fiori, ai boccioli, alle foglie, germogli, radici…, siano esse coltivate o selvatiche. Ne specifica i benefici anche in funzione dei colori: il rosso, per esempio, aiuta a diminuire il rischio di cancro e a sostenere la salute del cuore. Più in generale va ricordato che il consumo di frutta e verdura allunga la vita, come riportato da uno studio condotto in 10 paesi europei.

Scopriamo inoltre che nel 2018 la produzione totale di frutta è stata di 868 milioni di tonnellate, e di verdura è stata pari a 1.089 milioni di tonnellate (FAOSTAT). In testa alla frutta nell’ordine, banane, platani e agrumi mentre tra le verdure sul podio troviamo i pomodori al secondo posto, seguiti, inaspettatamente per noi, aglio e cipolla. Veniamo a conoscenza della distribuizione territoriale della produzione, nei diversi paesi al mondo, e dell’impatto che le coltivazioni hanno sull’ambiente, in funzione anche della natura della produzione (virtuosa o piena di pesticidi).  

Il report tratta in modo chiaro e accessibile tutti gli aspetti legati alla produzione e al consumo di frutta e verdura fornendoci l’opportunità di uno sguardo più consapevole, anche per quanto concerne il mercato e il lavoro che ruota intorno alla produzione (che, come ben sappiamo anche per le esperienze di sfruttamento e capolarato del nostro paese, può rivelare situazioni gravemente disfunzionali). La FAO sottolinea che non solo frutta e verdura fanno bene ma, in assoluto, non devono fare male.  

 

La nostra intenzione è ricordarvi un importante valore di questo 2021 e lo facciamo attraverso una selezione di ricette, tutte salate, per non cadere nella trappola della torta di mele. Sono tante, sono varie, per verdure usate e per portate. Dagli antipasti più sfiziosi come la cheesecake salata asparagi e robiola alle banane fritte, dall'insalata di agretti all’insalata di carote e arance. Sono per onnivori, vegani, vegetariani, reducetariani e persino fruttariani. Qui si parlano tutte le lingue del cibo, senza pregiudizi.



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