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Pappardelle all'anatra


preparazione  30 min
ricetta  impegnativa
VOTO MEDIO
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ESECUZIONE RICETTA IMPEGNATIVA
PREPARAZIONE 30 MIN
COTTURA 45 MIN
CALORIE 1026 CALORIE
PORZIONI 4 PORZIONI
INGREDIENTI
  • 1 “nana” (anatra) tagliata a pezzi con il suo fegato e il suo ventriglio
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • carota
  • cipolla
  • sedano
  • prezzemolo
  • maggiorana
  • timo
  • olio
  • sale
  • pepe.
  • PER LE PAPPARDELLE:
  • 200 g di farina
  • 2 uova
  • sale.
  • Facoltativi:
  • 150 g di carne tritata
  • 2-3 pomodori
PROCEDIMENTO
In un tegame scaldate due cucchiai d’olio e fatevi dorare lo spezzatino d’anatra a fuoco vivo, salate, pepate, coprite e continuate la cottura a fuoco lento, alla fine la rosolatura dovrà risultare molto intensa. Togliete la carne dal tegame e tenetela da parte.
Nel fondo di cottura fate insaporire carota, cipolla, sedano, prezzemolo, timo e maggiorana ben tritati, dopo alcuni minuti aggiungete il fegato e il ventriglio a pezzettini (eventualmente anche la carne tritata), fate colorire, salate e pepate. Dopo 10 minuti unite lo spezzatino, spruzzate il vino, fate evaporare e, un po’ alla volta, aggiungete il concentrato diluito in acqua o brodo caldi. Cuocete per 30 minuti circa. Volendo si possono aggiungere i pomodori spellati e 2-3 tagliati a cubetti.
Fate le pappardelle: disponete la farina a fontana, al centro sgusciate le uova, salate, impastate fino a ottenere una massa liscia ed elastica. Stendetela non tanto sottile, lasciatela asciugare 10 minuti, con la rotellina ricavatene strisce lunghe 20 centimetri e larghe 3 e poi dividetele a metà. Lessate le pappardelle, conditele con il sugo e con il parmigiano.
Offrite lo spezzatino come pietanza o adagiatelo sulle pappardelle e servite come piatto unico.

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FONTE
Questa ricetta è presente sul libro "Il Cucchiaio d'Argento Cucina Regionale"
 
PER SAPERNE DI PIU'
“Nana” è il nome antico con cui ad Arezzo chiamano l’anatra. La ricetta originaria, tra gli ingredienti, non riportava i pomodori. Quanto all’antica dizione, “pappardelle sulla nana”, è da intendere come una finezza della lingua toscana o un comune modo di esprimersi. Questa pasta si può preparare allo stesso modo con la lepre o con altra cacciagione.

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