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Mini tatin di pomodori e burrata


preparazione  20 min
ricetta  facile
VOTO MEDIO
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ESECUZIONE RICETTA FACILE
PREPARAZIONE 20 MIN
COTTURA 30 MIN
LUOGO RIPOSO IN FRIGORIFERO
RIPOSO 2H
PORZIONI 4 PORZIONI
INGREDIENTI
  • PER LA BASE
  • 200 g di farina 00
  • 120 g di burro freddo di frigo
  • 75 g di pecorino stagionato grattugiato
  • 2 tuorli
  • 40-60 g di acqua circa
  • un pizzico di sale
  • INOLTRE
  • 500 g di pomodori San Marzano
  • olio extravergine di oliva
  • miele fluido qb
  • timo fresco
  • 1 burrata
  • sale
  • pepe
PROCEDIMENTO
Tagliate il burro, freddo di frigo, a cubetti e lavoratelo, a bassa velocità, nella ciotola della planetaria (o nel mixer, in alternativa), utilizzando il gancio a k, insieme alla farina, al pecorino grattugiato e al sale. Incorporate i tuorli, uno alla volta, e aggiungete l’acqua regolandovi in base alla consistenza dell’impasto, continuando ad impastare fino a quando otterrete una pasta liscia e omogenea. Avvolgete il tutto nella pellicola alimentare e ponete a raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore.

Immergete, per qualche minuto, i pomodori in acqua bollente, scolateli e passateli in acqua e ghiaccio. In questo modo, riuscirete a privarli della pelle più facilmente. Tagliateli a metà, conditeli con olio extravergine di oliva, miele fluido a piacere, sale, pepe e timo.

Disponeteli all’interno di 4 stampi antiaderenti da mini tartelletta, con la parte tagliata verso l’alto. Stendete la pasta brisée al parmigiano in uno strato di 4 mm e ricavate dei dischi di dimensioni di 2 cm più grandi rispetto al diametro degli stampi prescelti. Coprite i pomodori con la pasta rincalzandola lungo i bordi.

Cuocete il tutto nel forno già caldo a 200° per circa 20 minuti. Fate riposare qualche minuto quindi rovesciate sui piatti da portata. Completate con timo fresco, un po’ di miele a piacere e accompagnate con la burrata. Servite subito.

PER SAPERNE DI PIÙ
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato alle tradizioni alimentari dei paesi del mediterraneo, come l’Italia.
Il concetto di dieta mediterranea è stato introdotto e studiato inizialmente dal fisiologo statunitense Ancel Keys, che, con il famoso studio Seven Country Study, sulle abitudini alimentari di 12000 persone, sparse in tutto il mondo, pubblicato nel 1969, ne dimostrò per primo i benefici sulla salute. Da allora è stato un continuo susseguirsi di conferme dei benifici della “nostra” dieta tanto che nel 2010, per le sue implicazioni storiche e antropologiche l'UNESCO l’ha inclusa nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell'umanità.
Fra gli alimenti protagonisti della dieta mediterranea vanno annoverati i pomodori  che, a quanto pare, sono il “frutto” più popolare al mondo. Frutto è il termine corretto anche se per molti è una verdura. Oltre ai pomodori anche cetrioli, peperoni, zucca, piselli e melanzane sono frutti: crescono dai fiori e hanno semi, anche se frequentemente vengono definite verdure.
Qual è la differenza tra frutta e verdura? Secondo i botanici, un frutto è la parte della pianta che si sviluppa da un fiore ed è anche la sezione della pianta che contiene i semi. Le parti della pianta considerate verdure includono gambi, foglie e radici.

Una curiosità:  negli USA il pomodoro è stato classificato ufficialmente come verdura dalla Corte Suprema nel 1893, per questioni di tasse nel settore agricolo.


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