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Sarde a beccafico


preparazione  40 min
ricetta  facile
VOTO MEDIO
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Le sarde a beccafico sono un tipico piatto della cucina siciliana. Quella che vi presentiamo è la versione palermitana, dove le sarde diventano degli involtini sfiziosi ripieni di pinoli, uvetta e pangrattato. Una ricetta facile, perfetta per una cena tra amici o un pranzo in famiglia. 

 
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ESECUZIONE RICETTA FACILE
PREPARAZIONE 40 MIN
COTTURA 20 MIN
PORZIONI 6 PORZIONI
INGREDIENTI
  • 800 g di sarde
  • 150 g di pangrattato
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 60 g di passolina (o uva passa)
  • 60 g di pinoli
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • il succo di un'arancia
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine d'oliva
  • foglie di alloro
Le sarde a beccafico sono un tipico piatto della cucina siciliana. La versione alla palermitana, che è quella che vi presentiamo, vede le sarde diventare degli sfiziosi involtini con un ripieno agrodolce realizzato con uvetta passolina (un tipo di uva passa che si trova in molte ricette di questa regione), pinoli e pangrattato. Ingredienti simili ci sono anche nella Pasta con le sarde e nella Pasta c'anciova

Come tante ricette della tradizione, ogni famiglia la preparara secondo la propria consuetudine: per esempio c'è chi aggiunge anche delle fette di limone assieme alle foglie di alloro o chi nella farcia unisce del pecorino grattugiato, per renderla più saporita. 

A rendere iconico questo secondo piatto (o antipasto) è anche la sua origine. Cosa significa "beccafico"? Il beccafico è un uccellino molto ghiotto di fichi, di cui i nobili siciliani dell'800 apprezzavamo particolarmente le carni.

Per imitare il fagottino che veniva presentato in tavola e rendere così la ricetta popolare si sostituì la carne con il pesce - le sarde erano disponibili in quantità - farcito con ingredienti facilmente reperibili come uvetta, pangrattato e pinoli. Le codine delle sarde che restano visibili nell'involtino richiamano quelle dell'uccelletto. 


ALTRE RICETTE GUSTOSE: Sarde fritte, Patate a sfincione, Pasta con broccolo in carrozza

Come preparare: Sarde a beccafico

Preparazione Sarde a beccafico - Fase 1
Preparazione Sarde a beccafico - Fase 1
1

Iniziate a preparare le sarde a beccafico partendo dalla pulizia del pesce (se non lo avete già fatto pulire al momento dell'acquisto). Desquamatele, togliete le interiora e aprite le sarde a libro, lasciando la codina. Sciaqualetele con cura e tamponate con carta da cucina, posizionando le sarde sopra a un tagliere in modo ordinato. In una padella tostate il pangrattato con l'olio e un pizzico di sale: nel farlo, mescolate sempre, o il pangrattato rischia di attaccarsi alla padella. 

Preparazione Sarde a beccafico - Fase 2
Preparazione Sarde a beccafico - Fase 2
2

Trasferite il pangrattato in una ciotola capiente e aggiungete il cucchiaino di zucchero, l'uvetta precedentemente fatta ammollare in acqua tiepida per 30 minuti, i pinoli, il prezzemolo tritato e del pepe a piacere. Mescolate bene il tutto. Se il composto dovesse risultare slegato, aggiungete un po' di acqua. 

Preparazione Sarde a beccafico - Fase 3
Preparazione Sarde a beccafico - Fase 3
3

A questo punto farcite le sarde: mettete una noce di ripieno alla base dalla sarda, dalla parte dove c'era la testa e arrotolatelo, lasciando in vista la codina. Man mano che realizzate gli "involtini" disponeteli in una pirofila da forno. Procedete fino a esaurimento delle sarde. 

Preparazione Sarde a beccafico - Fase 4
Preparazione Sarde a beccafico - Fase 4
4

Alternate gli involtini di sarde con delle foglie d'alloro (se sono troppo grandi tagliatele a metà), inserite tra una fila e l'altra. Versate il succo d'arancia e completate con un giro d'olio. Se vi è avanzato del ripieno potete cospargerlo sulla superficie. Infornate a 180° per 15-20 minuti. Togliete dal forno: le sarde a beccafico sono pronte per essere servite. 

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FONTE
Questa ricetta è presente sul libro "Il Cucchiaio d'Argento Cucina Regionale"
 
PER SAPERNE DI PIU'
Pare accertato che le sardine più buone e saporite siano in assoluto quelle che vengono pescate nel mare di Sciacca, in provincia di Agrigento, dove sono specialisti anche nella loro conservazione sotto sale.

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Colore paglierino e profumo di melone, frutta gialla matura, cedro, fiori gialli e fieno. Al palato è morbido e fresco, di media persistenza, con finale sapido.
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