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Falsi miti alimentari spiegati per bene

Data pubblicazione 17.06.2021
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No, probabilmente non è vero. O comunque non è del tutto vero quello che ti hanno raccontato, perché sul cibo circolano tante mezze verità oppure anche vere e proprie bugie, forse più che su altri argomenti proprio per la sua importanza nelle nostre vite. Sul Cucchiaio lo abbiamo spiegato e dimostrato raccontando come stanno davvero le cose sulla soia e anche smontando 8 fra i falsi miti più diffusi, iniziando da quelli che riguardano avocado e quinoa.

 

Qui proviamo a fare lo stesso con le più diffuse curiosità sul cibo, andando indietro nel tempo addirittura sino a Gengis Khan.

 

Come stanno le cose sui cibi afrodisiaci


È vero che fragole e champagne aiutano sotto le lenzuola? E che cioccolato e ostriche e vino (non necessariamente tutte insieme) fanno salire il desiderio? Per rispondere serve fare un passo indietro. Un passo piuttosto lungo, perché nella storia sono tantissimi i cibi che sono stati via via definiti afrodisiaci, tendenzialmente quelli costosi, rari, difficili da reperire o quelli con forme specifiche, come asparagi e carciofi. Nel 17esimo Secolo, pure la carne di piccione e le mandorle erano considerati afrodisiaci, e già questo dovrebbe rispondere alla domanda.

Se non bastasse a sfatare questo mito, c’è da dire anche che il concetto di “cibi che aiutano sotto le lenzuola” è cambiato nel tempo: oggi ne parliamo pensando al piacere, allora si pensava alla procreazione e alla fertilità.

Al di là dello scopo, è vero che ci sono cibi che hanno un effetto di fluidificazione del sangue che può aiutare in alcune situazioni (come zucca, noci, carne rossa, salmone e pure mele e uva), ma è altrettanto vero che questi effetti saranno avvertibili prevalentemente da chi ha problemi di circolazione sanguigna. Poi c’è la questione del cioccolato e quella del vino: è dimostrato che il cacao favorisce l’afflusso di sangue nella parte bassa del corpo (sotto la cintura, per intendersi), ma non ci sono prove scientifiche che questo abbia conseguenze… pratiche. Quanto agli alcolici: sì, il vino rosso aumenta il desiderio e migliora le performance, soprattutto nelle donne, e però basta un bicchiere di troppo per far calare tutto e peggiorare tutto.

 

Il cibo che cade e la Regola dei 5 secondi


Sembra che lo dicesse pure Gengis Khan, che se si raccoglie il cibo da terra dopo un tempo non troppo lungo, lo si può ancora mangiare. Lui parlava di 5 ore, ma era Gengis Khan e poteva dire tutto e guai a contraddirlo. Più di recente, ce lo dicevano i nostri genitori: “Mangialo anche se è caduto, l’ho raccolto subito”. Probabilmente lo dicevano per non impazzire e non ricomprare ogni volta panini, merendine, patatine, ma lo dicevano pure perché lo diceva la scienza. Sul serio: due studi, condotti nel 2003 e nel 2014, negli Stati Uniti e in Inghilterra (questo è il più recente dei due), hanno cercato di dimostrare la veridicità della Regola dei 5 secondi. E via a raccogliere da terra qualsiasi cosa, posto che lo si facesse rapidamente.

È vero? No, non è vero. A dirlo è un’altra ricerca, più recente e condotta con metodi più scientifici e affidabili e andata avanti addirittura 2 anni: senza entrare troppo nei dettagli, 4 differenti tipi di cibo sono stati fatti cadere su 4 differenti tipi di superficie contaminate con un batterio simile alla salmonella e lasciati lì per 4 diversi periodi di tempo (1, 5, 30 e 300 secondi) e i test sono stati ripetuti oltre 2500 volte. Il risultato? Nessun cibo si è salvato dalla contaminazione, che “avviene praticamente in modo istantaneo”, come ha detto il professor Donald W. Schaffner, il microbiologo della Rutgers University del New Jersey che ha firmato lo studio.

L’unica cosa vera della Regola dei 5 secondi è che prima raccogli il cibo, meglio è: però non è che non ci siano batteri, è solo che ce ne sono di meno.



Ma è vero che “una mela al giorno…”?


Questo è un altro mito che sta a metà strada fra la saggezza popolare e la leggenda urbana e che si ritrova in tante lingue del mondo occidentale. Ma è vero? È vero che “an apple a day keeps the doctor away”? È abbastanza vero, ma non riguarda solo le mele: il proverbio dice “mele”, ma riguarda in linea generale tutta la frutta e la verdura fresche, di cui vengono sottolineate le capacità e le qualità nutritive.

Da parte loro, le mele sono particolarmente ricche di fibre e vitamina C e sono ottime fonti di potassio e vitamina B6, soprattutto se mangiate con la buccia. Quello che è molto vero, come dimostrato anni fa da ricerca dell’Università di Ofxord, è che una mela al giorno aiuta soprattutto le persone over 50 e che mangiandole con regolarità, nel Regno Unito si eviterebbero 8500 vittime di infarto ogni anno.

Ovviamente, nessun frutto e nessuna verdura può salvare da solo la vita a qualcuno o migliorargli la salute: se la base della propria alimentazione è cibo ultratrasformato e ad alto contenuto di grassi e se si passa la maggior parte delle giornate seduti sul divano, non sarà certo una mela al giorno a fare la differenza.



Quanta acqua dobbiamo davvero bere


“Devi bere 8 bicchieri d’acqua al giorno”. Oppure 6, oppure anche 10: papà e mamma ce lo dicono da quando siamo piccoli, che è importante bere e restare idratati. Cosa che è in effetti importante, anche se non è vero che c’è una quantità che vada bene per tutti.

La storia del “devi bere x litri al giorno” è nata più o meno alla fine degli anni Quaranta, quando abbiamo incominciato ad approfondire il nostro rapporto con il cibo: dai calcoli su quante calorie servono mediamente a una persona nell’arco di una giornata si è arrivati a stabilire quanta acqua servirebbe. Solo che è una semplificazione matematica che non ha alcun fondamento scientifico, su cui però si sono inseriti gli interessi economici dei produttori di acqua in bottiglia, che hanno basato le loro campagne di marketing, le pubblicità e gli spot, proprio su questa presunta necessità di bere regolarmente, a prescindere da quello che si sta facendo.

Invece non è così: il fabbisogno dipende dalla persona, dal suo fisico, dall’attività che sta svolgendo, dalla temperatura esterna, dal livello di sudorazione e da tanti altri fattori. E quindi? E quindi, meglio bere quando se ne sente la necessità, quando il corpo fa capire che ne ha bisogno, ma non come una macchina, un bicchiere ogni 2 ore, oppure anche tutti insieme. E meglio bere l’acqua del rubinetto, che va bene per noi e benissimo per l’ambiente.

 

di Emanuele Capone



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