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Bill Gates ospite di Fabio Fazio: ecco cos'ha detto

Data pubblicazione 21.02.2021
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Del fatto che “dovremmo mangiare solo carne sintetica”, non ha parlato. E però, in collegamento con lo studio di “Che tempo che fa” dalla sua casa di Seattle, il miliardario e imprenditore Bill Gates ha affrontato molti altri argomenti, dal cambiamento climatico agli effetti inquinanti della produzione del cibo, dal coronavirus al ruolo di Internet nelle nostre vite.

Tornato sugli schermi della Rai per la seconda volta dal 2004, il fondatore della Microsoft, seconda persona più ricca del mondo, con un patrimonio personale di circa 100 miliardi di dollari, ha chiacchierato con Fabio Fazio per 35 minuti in occasione dell’uscita del suo libro “Clima, come evitare un disastro: le soluzioni di oggi, le sfide di domani”, pubblicato in Italia da La nave di Teseo.

E visto che da un anno è al centro dell’attenzione di più o meno tutti, fra chi lo ringrazia per quello che sta facendo per combattere il contagio e chi invece lo accusa di averlo provocato, c’era molta attesa per le sue parole. Ricordando un suo intervento a una conferenza Ted nel 2015, Gates ha ribadito che “sulla pandemia i governi si sono fatti trovare impreparati: avrebbero potuto agire per tempo, ma non lo hanno fatto”, immaginando che “qualcosa di simile potrebbe succedere per i cambiamenti climatici, i cui effetti peggiori si vedranno nell’arco di qualche decennio”.

Fra inviti a utilizzare l’energia eolica e solare e a incentivare la svolta green delle aziende, appelli alle nuove generazioni e ai politici e il suggerimento ai governi di far pagare più tasse ai ricchi per finanziare la lotta all’inquinamento, Gates ha parlato pochissimo di cibo, facendo un breve accenno alle emissioni nocive prodotte dagli allevamenti intensivi, che a livello mondiale rappresentano circa il 20% del totale, come sul Cucchiaio d’Argento abbiamo ricordato più volte (leggi a questo riguardo Quello che mangiamo è quello che inquiniamo).





Quella frase sulla carne vegetale che ha fatto infuriare tutti
Chiacchierando con Fazio (l’intera puntata si può rivedere su Rai Play Che tempo che fa), ha inoltre ricordato un concetto espresso nel libro, cioè che ogni anno emettiamo nell’atmosfera oltre 50 miliardi di tonnellate di gas serra e che entro il 2050 dovremmo arrivare a 0, che è un obiettivo parecchio più ambizioso rispetto a quelli stabiliti sinora da governi ed enti sovranazionali. Perché zero? Perché, si legge nel libro, “il clima è come una vasca da bagno che si sta riempiendo di acqua e anche se riducessimo la quantità di quella che esce dal rubinetto, prima o poi finirà per traboccare comunque”. Che è il motivo per cui puntare a ridurre, come fa l’Accordo di Parigi parlando di temperatura da non superare, per Gates non sarebbe sufficiente.

Così come non è stato sufficiente, dal punto di vista ambientale, il pur drammatico blocco delle attività provocato dal coronavirus nel 2020: “Le emissioni sono calate più o meno del 10% - ha detto in collegamento con “Che tempo che fa” - Significa che invece di 51 miliardi di tonnellate di gas serra, ne abbiamo buttate nell’atmosfera più o meno 46 miliardi”. Insomma, decisamente “non possiamo farcela soltanto guidando meno e facendo volare meno aerei”, ma dovremmo intervenire soprattutto in 3 campi: aumentare l'elettrificazione e rinunciare ai combustibili fossili (responsabili del 25-30% delle emissioni totali), rendere più efficiente la produzione industriale, soprattutto di acciaio e cemento, e mangiare in maniera più sostenibile.

Da qui arriva la frase che Gates non ha detto a Fazio, ma ha invece detto in una recente intervista alla Mit Technology Review, la rivista del Massachusetts Institute of Technology (Bill Gates: Rich nations should shift entirely to synthetic beef): il concetto è che i consumatori dovrebbero fare calare la domanda di carne e altri prodotti di derivazione animale, così da far calare l’offerta. Così da far calare produzione ed emissioni inquinanti.

Su questo, c’è una precisazione da fare, perché Gates ha fatto una distinzione fra consumatori e consumatori, dicendo che “non penso che le nazioni più povere mangeranno manzo sintetico, ma ritengo che tutti i Paesi ricchi dovrebbero mangiarne”. Perché ha detto così? Per la prima parte della frase, perché i Paesi in via di sviluppo hanno (ancora) necessità di una quantità di proteine che i produttori di non-carne non sono (ancora) in grado di fornire; per la seconda parte, perché nei Paesi ricchi si consuma e si produce molta più carne bianca e rossa del necessario, come raccontammo parlando della dieta sostenibile. Insomma, siamo noi occidentali (intesi soprattutto come Cina, Russia e Stati Uniti, ma pure Italia) che esageriamo, e se la smettessimo sarebbe meglio per tutti.





Quel collegamento fra cibo, coronavirus e clima

Possiamo farcela? Fazio non gliel’ha chiesto, ma su questo Gates aveva già risposto al Washington Post: “Nei prossimi 10 anni possiamo iniziare ad andare nella direzione giusta, così avremo i successivi 20 per mettere davvero a posto le cose e sostituire completamente l’intero sistema industriale”. Secondo lui, la pandemia ha insieme distratto e attirato l’attenzione delle persone sui cambiamenti climatici: sempre al Post ha raccontato con un pizzico di ironia che “avrei voluto dire queste cose già l’anno scorso (il libro sarebbe dovuto uscire a marzo 2020, ndr), ma ero già impegnato a convincere le persone a indossare le mascherine e fare il vaccino. Ci mancava che mi mettessi pure a dire loro ‘Già che ci sei, smetti di mangiare la carne, cambia la macchina e mangia questo e quello’...”.

E però, visto che l’origine del contagio (così come di molte altre delle pandemie che ci hanno colpiti negli ultimi 20 anni) è molto probabilmente collegata al modo in cui viene prodotta la carne che poi finisce nei nostri piatti, come scrivemmo l’anno scorso (Aviaria, Sars, Mers, H1N1, Covid-19: ecco perché tutte le epidemie più pericolose sono nate negli allevamenti) e come di recente ha confermato pure l’Oms dopo la sua missione nella città cinese di Wuhan, la speranza è che l’anno che abbiamo appena passato sia almeno servito a farci imparare qualcosa. Forse sì, se i dati di vendita della carne plant-based dicono il vero (Il 2020 è stato davvero l'anno della carne vegetale).

I 3 scheletri nell’armadio di Bill Gates
Ovviamente non sta succedendo perché lo dice questo miliardario americano, che non è perfetto e sa benissimo di non esserlo: usa un jet privato, perché non è Greta Thunberg che attraversa l’oceano in barca a vela, e però dall’anno scorso ha iniziato a comprare carburante “sostenibile” e anche entro il 2021 azzererà tutte le emissioni sue e della famiglia attraverso la compensazione (che è una cosa che possiamo fare anche noi con l’aiuto della piattaforma resa disponibile dall'Onu).

Inoltre, è il più grande proprietario terriero di tutti gli Stati Uniti: possiede quasi 100mila ettari di campi coltivati fra California, Illinois, Iowa, Louisiana e altri 15 Stati, che è una cosa che non va proprio benissimo, se vuoi essere un “campione” del ritorno alla natura e dell’ecologia. E però, di nuovo, attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce insieme con la moglie, sta lavorando per aiutare i piccoli agricoltori e allevatori a resistere ai “grossi” e anche a gestire le fattorie in modo più sostenibile. Di più: la fondazione che porta il suo nome è la sua principale fonte di spesa (più di 6 miliardi l’anno gli escono così) e negli ultimi anni ha distribuito oltre 50 miliardi di dollari di aiuti umanitari in 135 Paesi.

Infine, ci dice che “dovremmo mangiare solo carne sintetica”, come quella prodotta dalle americane Beyond Meat e Impossible Foods (o anche quella stampata in 3d o “coltivata”, dopo avere investito in entrambe le aziende. Lo farà per interesse? Lui, che probabilmente non ha bisogno di guadagnare altri soldi, spiega tutto così: “Negli ultimi tempi ho dato oltre 1 miliardo di dollari ad aziende e iniziative che possano portarci verso lo zero (inteso come 0 emissioni di gas serra, ndr), comprese compagnie attive nella produzione sostenibile di acciaio, cemento e carne”.

Nel libro, Bill Gates ha scritto di essere ben conscio che "nel mondo non mancano ricconi con grandi idee pronti a dire agli altri che cosa dovrebbero fare”. Ha ragione, e adesso ci sono pure supereroi come Iron Man che vorrebbero spiegarci la differenza fra giusto e sbagliato (per approfondire leggi Hai sentito che Iron Man sta facendo molto per l'ambiente), ma il punto non è questo. Il punto non è se a Gates o Robert Downey Jr. faccia comodo “vendercela”, la non-carne, se sia buona come la carne tradizionale, se faccia bene o male uguale (noi comunque le abbiamo messe a confronto parlando di burger veg e hamburger tradizionali), ma è che non c’è più molto tempo per essere egoisti, per dire “mi piace quello e voglio mangiare quello” o anche “abbiamo sempre fatto così”. Il punto è che fra un  po’ è tardi…

 

di Emanuele Capone

 



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