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Ikea e quel che resta del cibo: un libro di ricette contro lo spreco alimentare

Data pubblicazione 01.04.2021
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Negli ultimi mesi lo abbiamo visto accadere spesso: aziende che per decenni hanno prodotto cibo soltanto dagli animali buttarsi nel settore della non-carne e delle alternative vegetali (ve lo abbiamo raccontato con Sì, il 2020 è stato davvero l’anno della non-carne), altre che hanno scoperto di avere una sensibilità ecologica, che sono diventate paladine del riciclo, del riuso e della sostenibilità. È l’effetto del rinnovato impegno per la salvaguardia dell’ambiente, ha conseguenze positive su di esso e anche dal punto di vista economico. Perché il business indubbiamente c’è: nell’ultimo anno, il settore del plant-based è cresciuto tantissimo, presto non sarà più una nicchia e anche ha ricevuto investimenti totali per oltre 3 miliardi di dollari, più della somma dei 10 anni precedenti.

 

Fra le tante nuove iniziative che vanno in questa direzione c’è anche quella di Ikea, negli ultimi anni sempre più attenta a queste tematiche: di recente ha fatto debuttare la versione vegana delle sue celebri polpette e a fine 2020 ha annunciato l’intenzione di smettere dopo oltre 70 anni la pubblicazione del suo catalogo cartaceo. Lo ha fatto un po’ perché noi abbiamo smesso di sfogliarlo, sempre più attratti dalla possibilità di vedere, scegliere e comprare i suoi mobili online, ma un po’ pure per ragioni ecologiche, per risparmiare carta e dunque anche per salvare alberi. Adesso, il colosso svedese ha fatto un altro passo in più, pubblicando un ricettario con consigli per cucinare con gli avanzi. Per non sprecare quello che normalmente andrebbe sprecato e buttato via.

È un libretto, ma non è fatto di carta (altro segnale importante, questo): è un ebook disponibile nella versione per Apple Books Google Libri o semplicemente come pdf: un centinaio di pagine dove sono raccolti consigli e 50 ricette che spiegano come cucinare usando le buccie, un torsolo di mela, la crosta del formaggio e altri scarti che normalmente finirebbero nella spazzatura. 

 

Dentro ci sono le guide pratiche di chef prevalentemente nordamericani come Christa Bruneau-GuentherJason SheardownDavid Gunawan, uno dei campioni canadesi del riciclo in cucina, e soprattutto la celebrità televisiva Adrian Forte (su Netflix è fra i protagonisti di “Sull’orlo del successo”), che permettono di scoprire, per esempio, che si possono fare i pancake dagli avanzi di broccoli e cavolfiore (diventano plantcake), che quel che resta della frutta è perfetto per gli smoothie, come fare ricrescere nuove verdure da quelle semiutlizzate e che pure i gusci delle uova o i fondi di caffè possono avere una seconda vita.

Non solo: ci sono anche suggerimenti su come fare una compostiera o una grow-box a regola d’arte, come conservare e mettere da parte alimenti che non pensavi si potessero conservare e pure un’interessante guida per pulire pentole e padelle usando le bucce della frutta invece della classica spugnetta o ridare nuova vita ai taglieri sfruttando gli spicchi di limone.

 



Gli avanzi anche… per vestirsi

 

Il fatto che tutte queste cose le dica anche un’azienda grande e importante come Ikea, una multinazionale con sedi e punti vendita in tanti Paesi diversi, rende l’iniziativa ancora più significativa, perché può servire da esempio per altri marchi e anche per le singole persone, che è poi la ragione principale per cui abbiamo deciso di parlarne. Questo anche se l’idea in sé del riciclo non è certo nuova.

 

E però, è indubbio che negli ultimi tempi abbia preso sempre più piede e attirato sempre più attenzione: ci sono app come la francese Gourmet Bag o la danese Too good to Go, di cui sul Cucchiaio scrivemmo qualche mese fa, che si occupano di mettere in contatto chi ha cibo avanzato (come ristoranti, alberghi, negozi) con chi lo mangerebbe volentieri, anche confezionandolo in manera gradevole alla vista e al pianeta. E poi c’è chi usa gli scarti alimentari, che nel mondo sono più o meno un terzo di tutto il cibo prodotto, per confezionare vestiti (Vestirsi con gli avanzi, fra t-shirt di gusci di granchio e giubbotti fatti coi funghi): lo fanno piccole aziende come la neozelandese Allbirds o l’inglese Cubitts, ma anche marchi dell’alta moda come Stella McCartney, Hugo Boss e Ferragamo.

 

Anche noi del Cucchiaio d’Argento cerchiamo di fare la nostra parte: oltre ad occuparci di temi legati alla sostenibilità, lo scorso settembre abbiamo pubblicato un libro incentrato proprio sul riutilizzo fra i fornelli: intitolato “Non sprecare in cucina” e realizzato con il contributo di Andrea Segrè, esperto di pratiche antispreco in Italia, raccoglie 100 ricette utili a rispettare l’ambiente anche quando ci si mette a tavola. All’inizio di quest’anno, anche Buccia ci aveva ricordato che dal nostro comportamento quotidiano può arrivare un contributo determinante per raggiungere, tutti insieme, un obiettivo importante: la salvaguardia del bene comune e dell’ambiente. Le daremo retta perché vogliamo difendere la nostra salute e quella della Terra, per noi e per chi verrà dopo, consapevoli che anche il cibo aiuta l'ecosistema a stare in equilibrio.



 

Immagine apertura Ikea



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