Una nuova collana dedicata ai piatti furbi e anti spreco: ora in libreria il primo volume dedicato alle Ricette No Stress.
Un hamburger di Scottona da 110 grammi in un croissant salato. Dal 23 febbraio si potrà assaggiare da Cardinale Milano
Negli ultimi anni la tradizione gastronomica è stata difesa con un rigore quasi ideologico. Ogni variazione sembrava un affronto. I social network hanno amplificato questo atteggiamento, trasformando ogni scarto dalla tradizione in un piccolo processo pubblico. La carbonara “sbagliata”, il tiramisù “rivisitato”: il lessico del sacrilegio è diventato quotidiano.
Eppure qualcosa sta cambiando. Le maglie si sono allentate. Forse abbiamo capito che la tradizione è un organismo vivo. E che le contaminazioni non sono tradimenti, ma linguaggi. È dentro questo clima più disponibile all’ascolto che si inserisce l’ultima proposta di Cardinale Milano, il ristorante dei Fratelli Massari in via Freguglia: un Croissant Burger che, già nel nome, dichiara l’intenzione di attraversare territori diversi in un esercizio di ibridazione.
L’idea nasce da Nicola Massari e mette al centro un gesto tecnico: sostituire il classico bun con un croissant salato, lavorato con la precisione dell’alta pasticceria. Non è un dettaglio. Il croissant è un impasto laminato, stratificato, fragile ma strutturato, che richiede controllo del tempo, della temperatura, della materia grassa. Portarlo nel perimetro del burger significa cambiare equilibrio, ridefinire consistenze e aspettative. La sfida non è estetica, ma funzionale: reggere la succulenza della carne senza cedere.
Al centro, l’hamburger di Scottona da 110 grammi richiama il comfort contemporaneo; attorno si costruisce un racconto più articolato. Le varianti proposte – sette in totale – spaziano da accenti più classici, con formaggi stagionati e guanciale croccante, a combinazioni che introducono note affumicate, freschezze vegetali, fino a una versione con salmone affumicato e maionese al lampone racchiusa in un croissant al cacao. C’è anche un’opzione vegetariana, segno di un lessico ormai ampliato, in cui la struttura del piatto conta quanto la presenza della carne.
Non si tratta soltanto di “mettere insieme” mondi diversi. L’operazione è più sottile. Il burger è una delle icone globali più riconoscibili, un oggetto gastronomico che appartiene alla cultura pop e alla ristorazione informale. Il croissant, al contrario, richiama la disciplina della pasticceria, la manualità, la precisione quasi sartoriale dell’impasto.
L’incontro fra questi due simboli dice qualcosa del nostro tempo: la cucina dialoga sempre più spesso con sé stessa e smette di dividersi in compartimenti stagni. Cardinale, del resto, nasce come spazio in cui la pasticceria dei Massari incontra la ristorazione in senso più ampio. Questa nuova proposta sembra coerente con quella vocazione: esplorare territori non convenzionali senza trasformare l’innovazione in spettacolo. Il punto non è sorprendere a ogni costo, ma verificare se un sapere tecnico – quello dell’alta pasticceria – possa diventare strumento per rileggere un classico della cucina urbana.
Le contaminazioni, quando sono sostenute da competenza, diventano strumenti di evoluzione. E l’evoluzione non è mai lineare: procede per tentativi, per ibridazioni, per piccoli scarti rispetto alla norma. La cucina, per restare viva, non può limitarsi a guardare la tradizione con aria severa. Deve attraversarla, interrogarla, talvolta piegarla. Anche sotto forma di croissant.
Sarà disponibile da lunedì 23 febbraio. Noi del Cucchiaio non vediamo l’ora di assaggiarlo!