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Rotten: perché vedere la nuova docuserie sul cibo di Netflix

Data pubblicazione 10.01.2018
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Rotten: perché vedere la nuova docuserie sul cibo di Netflix
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S’intitola Rotten – che vuol dire marcio – ed è una nuova docuserie di Netflix dedicata al mondo del cibo. Focalizzata soprattutto sui consumi degli americani, la prima stagione si sviluppa in sei episodi che hanno come protagonisti cibi che sono al centro dell’alimentazione made in Usa come latte, miele, pesce, pollo, arachidi e aglio. Questi cibi, però, con volumi e ricadute economiche differenti, fanno parte anche della nostra dieta e il loro consumo negli ultimi anni si è modificato in modo rilevante, complici nuovi stili di vita, mode alimentari, cambiamenti climatici e leggi o regolamenti imposti dai vari Paesi.


Ogni puntata, che dura dai 50 ai 60 minuti, sviluppa un tema legato a un alimento in una narrazione che si può definire a metà tra documentario e crime story. Proprio così: in Rotten un particolare cibo diventa un vero e proprio “caso da risolvere”, con un intreccio di vicende personali che si legano a eventi più grandi che, in modi differenti, hanno un’enorme portata a livello globale.

 


Il caso del miele

La prima puntata è emblematica a riguardo, perché costruita come se si stesse parlando di una cospirazione a livello internazionale. Cosa succede se la domanda mondiale di miele aumenta perché da qualche tempo lo si preferisce allo zucchero come dolcificante, ma non c’è abbastanza miele per soddisfarla? Succede che i piccoli produttori entrano in crisi in quanto una multinazionale fiuta l’affare. Così, per la legge del profitto la qualità del miele venduto si abbassa, tanto che la maggior parte di quello in commercio risulta adulterato, trattato quindi con sostanze più economiche che ne fanno però perdere tutta la qualità. Un circolo vizioso che tocca anche il latte, il pollo, il pesce, l’aglio e le arachidi e che riporta, alla fine, a quel “marcio” che dà il titolo alla serie. Ogni puntata contiene informazioni interessanti per farsi un’idea di cosa ci sia attorno a quello che consideriamo un semplice piatto da mangiare.


Il caso del latte

La puntata sul latte ci parla del business del latte crudo: negli Stati Uniti il consumo di latte pastorizzato è diminuito mentre è aumentato a dismisura quello del latte crudo, perché considerato più salutare. Ma è vero o no che fa bene? Quali sono i rischi che si corrono nel berlo, tanto che la sua vendita è considerata illegale in ben 11 stati americani? Alla fine dell’episodio, si ha voglia di saperne di più, di andare a vedere com’è disciplinata la situazione in Italia e in Europa. Una docuserie che spinge lo spettatore a informarsi e a “indagare” ha certamente raggiunto uno dei suoi scopi.

Il caso delle arachidi

Una delle puntate più riuscite è senza dubbio quella con al centro le arachidi, perché legata a un tema che in questo momento genera molto interesse e discussione: l’aumento e la diffusione delle allergie alimentari. Da una semplice “nocciolina”, infatti, parte una storia articolata e ricca di protagonisti e colpi di scena: ci sono i produttori di arachidi in crisi in quanto l’arachide è un allergene alimentare (così come il glutine, la soia, la frutta a guscio, i crostacei e altri); ci sono gli chef virtuosi che nei loro locali creano responsabilmente menu ad hoc e i grandi proprietari di ristoranti che, in nome del contenimento dei costi, non rispettano le regole, con gravi conseguenze per la salute dei clienti. Un Chicken Tikka Masala (pollo al curry), per esempio, può essere fatale se si soffre di allergia alle arachidi visto che queste vengono spesso sostituite alle mandorle della ricetta originaria perché più economiche: una sostituzione che, nel caso specifico trattato nell’episodio, non era stata comunicata...



Ci fermiamo qui con gli “spoiler” e lasciamo a voi la curiosità di vedere i vari episodi. Per concludere, Rotten è un’interessante via di mezzo tra il documentario e la fiction, dove il riferimento a fatti e persone non è puramente causale, al contrario di come si usa scrivere nei titoli iniziali di film e serie tv. E, come per un telefilm americano ben fatto, ci si può davvero appassionare.



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