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La dieta dissociata

Data pubblicazione 11.10.2013
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Molti conoscono la dieta dissociata con il nome di dieta di Hay. Fu proprio il dottor Howard Hay a codificarla nei primi anni del '900. Colpito da una importante malattia che interessò soprattutto il funzionamento dei reni, iniziò a formulare una teoria sulla corretta associazione dei cibi nella dieta a scopo salutistico e depurativo. Dopo averla sperimentata con successo su se stesso, decise di divulgare questo regime alimentare attraverso le pagine del libro Food Allergy, edito nel 1931.

Nel tempo la dieta dissociata ha visto innumerevoli trasformazioni e derive, ma le regole principali sono rimaste le stesse. Tutto si basa fondamentalmente sull'evitare determinate combinazioni alimentari nel corso di un pasto, o addirittura nel corso della giornata. La regola base è non mescolare alimenti acidi - principalmente proteine animali - con alimenti basici, in pratica i carboidrati. La teoria della dieta dissociata dice che combinando proteine e carboidrati nello stesso pasto si crea nel nostro stomaco un ambiente troppo acido per la digestione delle prime e troppo poco basico per la digestione dei secondi. Questo provoca problemi nell'assimilazione dei nutrienti, oltre che un rallentamento della digestione, con tutte le conseguenze che essa comporta.

La dieta privilegia l'alimentazione con frutta e verdura, utilizzabili in grandi quantità in quanto depurative e apportatrici di vitamine e sostanze minerali all'organismo, mentre consiglia di limitare il consumo di proteine, grassi e amidi vari. Sia le proteine che i carboidrati di origine diversa non andrebbero mescolati: evitare dunque di mangiare il pane con la pasta, o la carne con il formaggio. Sui farinacei, quindi su pasta e lievitati, ma anche sui cereali in genere, la dieta dissociata consiglia il consumo in forma integrale non raffinata, che risulta più facilmente digeribile da parte del nostro organismo. Visto la durata del processo digestivo, viene anche consigliato di evitare combinazioni sbagliate anche a distanza di 4-5 ore, per evitare un eccesso di lavoro per lo stomaco. Il pranzo dovrebbe essere il pasto più abbondante della giornata, meglio se a base di carboidrati, mentre la sera la dieta suggerisce di privilegiare le proteine, ma in quantità limitata.

Tutte regole molto semplici da seguire, ovviamente meglio se sotto il controllo di uno specialista. Come sempre avviene infatti la dieta dissociata va bilanciata in modo da evitare squilibri nutrizionali: viene sconsigliata per esempio per i bambini, o per gli sportivi sottoposti a grossi sforzi in breve tempo.

Immagine: familywize

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