Tra le ultime pubblicazioni scientifiche sul dolcificante
sucralosio alcune rassicurano sulla sua tossicità nei confronti dell'uomo, altre riguardano le ripercussioni sull'ambiente. In particolare l'articolo
Presence, fate and effects of the intense sweetener sucralose in the aquatic environment si interroga sul destino e sugli effetti dell'innalzamento dei livelli di sucralosio nei confronti degli organismi acquatici.
A cosa sarebbe dovuta la presenza crescente di sucralosio nell'ambiente? All'uso sempre piu' frequente nelle filiere alimentari. Infatti il dolcificante è autorizzato in molti paesi e si è stimato che entri nella formulazione di piu' di 4.000 prodotti. Sebbene sia meno conosciuto dell'aspartame, divenuto celebre dopo le pubblicazioni condotte dai ricercatori dell'istituto di ricerca Ramazzini, il sucralosio si trova sempre piu' frequentemente nell' etichetta di prodotti light, come bibite e yogurt.
La sua storia inizia piu’ di trent'anni fa. Casualmente fu scoperto nel 1976 da due studenti mentre stavano lavorando nel laboratorio di chimica della compagnia britannica
Tate & Lyle. Facendo reagire il saccarosio ottennero la sostituzione di tre gruppi idrossilici della molecola di saccarosio con tre atomi di cloro, si ottenne così la sostanza chimica che fu chiamata appunto sucralosio.
La società, la
McNeil Nutritionals LLC è
dedicata esclusivamente al marketing e alla produzione di
Splenda®, il nome commerciale del sucralosio. Parte del suo successo è dovuto al fatto che rispetto ad altri dolcificanti artificiali, il sucralosio non lascia un retrogusto amaro ed è stabile ad alte temperature.
E voi? lo preferite ad altri dolcificanti? Vi capita di usarlo come dolcificante per ridurre l'apporto calorico?
Per saperne di più:
http://trashfood.com/2009/09/18/its-made-from-sugar-but-its-not-sugar-il-sucralosio/