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Le meduse faranno parte della nostra dieta?

Data pubblicazione 06.04.2021
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Gennaro Esposito, 2 stelle Michelin, Torre del Saracino è solo uno degli chef (certamente il più noto) che si sono cimentati nella sfida di cucinare un ingrediente nuovo, benché se ne senta parlare da qualche anno ormai. Carpacci, zuppe e tagliatelle che hanno il ‘jellyfish’ come leitmotiv. Sì, l’abbiamo tirata per le lunghe, ma stiamo parlando delle meduse.

 

A fine marzo è stato presentato, edito da CNR Edizioni (il Consiglio Nazionale delle Ricerche per capirci), il libro “European Jellyfish CookBook. Prime ricette a base di meduse in stile occidentale”, protagoniste, appunto le meduse, non a minacciare le nostre nuotate, ma nel piatto. In Italia l’uso alimentare delle meduse non è ancora stato autorizzato ma si comincia a considerarle una risorsa. In Cina (e state calmi) come in numerosi paesi del sud est Asiatico, sono di uso comune. Da noi sono magiche e un po’ ipnotiche, ma solo da guardare a Genova, dietro un vetro.





Ma sono buone le meduse? Sì, secondo gli chef stellati che hanno partecipato alla realizzazione del libro e secondo gli studiosi che hanno collaborato. Hanno molte proteine, sono povere di calorie e di grassi, e portatrici di aminoacidi, magnesio e potassio. Sono antinfiammatorie e antiossidanti. Un novel food (nel caso delle meduse “nuovi alimenti provenienti da alimenti tradizionali in paesi terzi”) che è pure superfood, potremmo dire.

 

Sono urticanti, certo, ma quelle eduli lo sono poco, insomma, un po’ come i funghi bisogna conoscerle per evitare guai.

 

Ferdinando Boero Professore di Zoologia alla Federico II ci pare riassuma perfettamente la questione, da tutti i punti di vista, in apertura del ricettario.

 

“Le meduse aumentano in tutti gli oceani e i mari del globo. Abbiamo sovrasfruttato le popolazioni ittiche e, dato che la natura non ama il vuoto, lo spazio dei pesci viene occupato da altri animali. E le meduse sono tra questi. In Oriente le meduse sono già una prelibatezza e, forse, si apre l’opportunità di utilizzarle come “nuovo cibo” anche in Occidente. Mangeremo meduse? Prima che questo avvenga, vogliamo assicurarci che l’inclusione delle meduse nella nostra dieta sia sostenibile e coscienziosa”.

 

Ci sembra importante che prima di introdurne il consumo si pensi all’ambiente. Osannate o deprecate, non vogliamo che diventino la nuova zuppa di pinne di squalo di cui racconta in Seaspiracy. Al “mare” non possiamo pensare solo da maggio in poi, quando ci ospita e ‘lo consumiamo’, merita una riflessione oltre e sempre.

 

Ve ne consigliamo la lettura, per il bene del mare, per saperne di più, per parlarne o per ingannare il tempo, vedete voi.



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