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La Kitchen-Disco di Sophie Ellis-Bextor: da adesso in cucina si balla

Data pubblicazione 09.11.2020
VOTO MEDIO
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La cucina é diventata IL luogo in cui passiamo la maggior parte del tempo, così il mondo della moda e quello della musica le stanno dedicando sempre più attenzione. Iniziando dal nuovo album della cantante inglese​

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Fra fine febbraio e aprile è stato forse il posto in cui abbiamo passato più tempo, probabilmente insieme con il salotto e il suo divano e Netflix: durante il primo lockdown ci siamo scoperti fornai, cuochi provetti, pizzaioli, più o meno tutti a caccia di lievito e penne (rigate, ovviamente come raccontato in Penne lisce vs penne rigate) e ci siamo chiusi per ore in cucina. Abbiamo riscoperto la centralità e l’importanza di questo ambiente, cuore di una casa che era diventata tutto il nostro mondo. Adesso che un po’ ci risiamo, seppure in modo diverso a seconda della città in cui si abita, questa cosa è ancora più vera.

Lo si vede in tanti dettagli: il ritorno del concetto di stay-cation, cioè l’idea di organizzare una vacanza (vacation) stando a casa, trovando cose divertenti da fare dentro casa;i siti dedicati alla tecnologia che scrivono pagine e pagine per consigliare gadget da tenere in cucina (la nostra selezione nell'articolo Dall’orto in casa all’app per i cocktail, 9 gadget hi-tech per la cucina del 2020, dalla friggitrice ad aria al roner da collegare al wifi ); il mondo della moda che nelle collezioni autunno/inverno lascia spazio ad abiti da casa non solo comodi, ma anche curati, ricchi di dettagli e un po’ appariscenti (è il caso di as Balenciaga, Oscar de la Renta, Terry de Havilland). Come quelli che si indosserebbero per uscire e invece si indossano per mettersi ai fornelli.

Perché la cucina non é più il posto dimenticato dove nessuno vuole stare se non il tempo per preparare da mangiare o prendere qualcosa dal frigo. No, è il posto “giusto”, figo, cool. Come un locale di tendenza, come un club, come una discoteca, un posto dove stare quando nel locale di tendenza non puoi andare perché sei in lockdown.

youtube: Sophie Ellis-Bextor in “Crying at the Discotheque”

 

La cantante Sophie Ellis-Bextor e la Kitchen-Disco

Fra i primi a dare concretezza a queste sensazioni, c’è stata la cantante e modella inglese Sophie Ellis-Bextor, 5 figli, 41 anni e una carriera che va avanti da oltre venti, che proprio durante il primo lockdown si è fatta venire l’idea della Kitchen-Disco: ha allestito la cucina di casa come fosse la pista di una discoteca e insieme con (tanti) famigliari e (pochi) amici ha organizzato piccoli party trasmessi prima su Instagram e poi raccolti in alcune playlist su YouTube.

Adesso, da tutto questo, dall’idea che “oggi più che mai abbiamo un po’ bisogno di fuggire dalla realtà, dall’ansia, dal peso delle notizie quotidiane”, come ha detto al quotidiano inglese The Guardian, è nato l’albumSongs From the Kitchen Disco”, in uscita nel weekend e anticipato dal video della cover di “Crying at the Discotheque”, che la cantante ha registrato in 7 celebri location di Londra rese deserte dal lockdown, compresi Apollo Theatre e O2 Arena.

Secondo la Ellis-Bextor, diventata famosissima nel 2001 con la hit “Murder on the Dancefloor”, contenuta nel suo primo disco, “abbiamo bisogno della disco music non intesa come genere, ma perché ci permette di ballare e di risollevarci lo spirito”, di farci sentire come se fossimo in discoteca, e pazienza se invece siamo in mezzo a pensili, pentole e strofinacci.

 

Un podcast fra i piatti... da deejay

Nel 2021, coronavirus permettendo, l’intenzione della cantante è quella di tornare in tour, per il momento soltanto in Gran Bretagna e a partire da maggio. Nell’attesa, la si può seguire anche su Spotify, dove ha aperto un podcast in cui parla soprattutto dell’essere donna e madre e lavoratrice e del conciliare la gestione della carriera con quella… della cucina: s’intitola Spinning Plates, un’espressione inglese che richiama appunto i piatti, ma soprattutto significa “districarsi” e “girare come un matto” fra un impegno e l’altro. E anche ricorda i “piatti” che i deejay usano nei club e nei locali per passare da una canzone all’altra.

Perché sì, c’è bisogno di disco music. Soprattutto adesso.

 

 

Credit immagine di apertura: profilo instagram Sophie Ellis Bextor



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