Un nuovo weekend è arrivato e con lui le nostre 7 ricette ideali per questo fine settimana, da condividere con le persone care. Buon weekend!
Osservando questo formato di pasta di semola di grano duro se ne comprende la ragione del nome, si tratta, infatti, di grandi anelli simili a quelli di calamari, quando vengono tagliati prima di essere cucinati. Tuttavia, la calamarata prende questo nome anche dalla ricetta partenopea che l’ha resa popolare, la calamarata appunto. In questa ricetta a base di calamari, pasta calamarata e pomodori, i due ingredienti si confondono, per via della loro forte somiglianza.
Per forma e dimensioni è nota anche come pezzo pacchero. Questo formato di pasta è originario di Gragnano, inizialmente conosciuto e consumato al Sud, oggi è diffuso e amato in tutto il nostro Paese.
La calamarata è una pasta secca, non si trova nella versione fresca. È particolarmente ruvida perché trafilata al bronzo e grazie a questo processo particolarmente adatta a raccogliere e legare i sughi più gustosi e ricchi, spesso di pesce.
Ne esistono varianti ibride come quella proposta dal Pastificio dei Campi che accanto alla calamarata classica propone quella orientale che prende il diametro dalla calamarata classica ma ha un taglio obliquo e la riga tipica della mezzamanica rigata.
Nelle nostre ricette ve la proponiamo in piatti più classici come la calamarata al sugo di tonno, olive e capperi e in pietanze meno comuni, come la calamarata con gamberi al passito e asparagi.
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