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Sai cosa sono i Restaurant bond? Ecco come funzionano

Data pubblicazione 14.05.2020
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Il loro nome è bond, restaurant bond. Un modo fantasioso per provare a uscire dall’emergenza che il lockdown causa coronavirus ha imposto ai ristoranti.   

 

COSA SONO I RESTAURANT BOND - I restaurant bond, o dining bond, al di là del nome altisonante si basano su un concetto molto semplice: pagare oggi, mangiare domani. Infatti molte di queste iniziative indicano di fatto delle gift card o voucher.



COME FUNZIONANO I RESTAURANT BOND - Qual è il vantaggio? Per i ristoratori si apre una boccata d’ossigeno in un momento in cui le entrate sono zero e i costi fissi (affitto e stipendi) comunque restano. E per i clienti? Innanzitutto, un atto di solidarietà: sostenere i propri locali preferiti, dare un piccolo contributo perché tornino ad aprire, quando si potrà. Ma anche assicurarsi un tavolo e un'offerta con sconti e facilitazioni.

COME NASCONO - Il nome Dining bond viene dall’America, dove è nata una delle prime iniziative: diningbond.com, che ha 400 partner in Usa, e attualmente 85 in Italia, ma la crescita è continua. Analoga idea è nata da TheFork, il sito di prenotazioni online; ma l’offerta è varia.

LE TANTE PIATTAFORME - La maggior parte delle piattaforme sono nate per l’occasione: c’è per esempio postodelcuore.com con 145 locali iscritti. C’è saveoneseat.com con 79 ristoranti tra cui scegliere, navigabili per provincia, che permette di acquistare buoni di valore diverso: 10 euro, 30, 50, 80. C’è rinascimentoristorazione.com, diffuso soprattutto in Campania, e salvali.it, che dà la possibilità di richiedere voucher anche per i ristoranti non presenti in lista, stimolandoli così all’adesione.

I RISTORANTI  E GLI CHEF STELLATI ADERENTI - Ma che tipo di cucina si può prenotare? Ovviamente la presenza è ampia in tutti i settori. Il fine dining è un discorso a parte: ci sono infatti piattaforme specifiche come dinnerbond.it, dove si trovano i locali di chef come Filippo La Mantia o gli stellati Luigi Taglienti e Enrico Gerli.

Sulla piattaforma internazionale supportrestaurants.org, la chef Cristina Bowerman del Glass Hostaria di Roma (125 euro per un pasto da 150 euro) e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.

E poi ci sono ristoranti che si sono organizzati in proprio. Al Noma di Copenhagen (nell'immagine di apertura), il leggendario ristorante di René Redzepi, con un bond minimo di 650 euro si ha diritto a una prelazione per due anni - non solo nel locale-madre ma anche in tutte le eventuali iniziative temporanee - per un numero di persone fino a 8.

In Italia, Massimo Bottura è stato tra i primi a creare i “futures”, come li ha battezzati lui. La celebrata Osteria Francescana, la dimora Maria Luigia, il bistrot Franceschetta: offerte singole o combinate, e prelazione valida fino a fine 2021.

Tra gli altri, lo chef Andrea Berton propone un voucher per due: un calice di aperitivo e un menu degustazione realizzato per l’occasione, costo 150 euro. Il San Domenico di Imola, due stelle Michelin, vende direttamente sul proprio sito i voucher: per entrambi la scadenza è la fine del 2020.

IL FOOD ALLA RICERCA DI SOLUZIONI - Da quando è iniziata la quarantena, i ristoranti e i bar sono infatti stati obbligati a sospendere le attività. Una vera Caporetto per il settore: molti hanno chiuso i battenti definitivamente, altri hanno licenziato la maggior parte dei dipendenti. Come far fronte alla crisi e provare a ripartire? Alcuni si sono organizzati per fare delivery, tramite piattaforme o le loro stesse forze. Da poco è ripartito l’asporto, con mille prudenze, e nel frattempo sono allo studio soluzioni tecniche per distanziare i tavoli, o modi creativi, come ad esempio le mini serre ideate da un locale di Amsterdam.



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