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Le carote: alternative all’arancione

Data pubblicazione 06.07.2016
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Pensi carota e la visualizzi di un brillante arancione, perché è questa la sfumatura di colore tra le tante, selezionata geneticamente in Olanda, che identifica le più coltivate e diffuse. Ogni altra tonalità caratterizza non solo una particolare consistenza al palato e percezioni distinte di gusto, ma al variare dei pigmenti cambia il contenuto di preziosi antiossidanti oltre al ß-carotene.

Il potassio è contenuto nelle carote in alta percentuale, le rende ideali per gli sportivi e per chi soffre di ritenzione idrica, il magnesio e lo zinco sono cofattori di importanti reazioni metaboliche e immunitarie e sono utili per le unghie e i capelli.

La piccola quota di carboidrati è responsabile del limitato apporto calorico, solo 35 kcal per 100 g, una carota media rappresenta lo spezza-fame perfetto: le carote sono ideali da tenere già pelate in frigo, per prevenire “attacchi” ai formaggi o altri alimenti calorici in caso di fame fuori pasto.

Contengono molte fibre che che danno rapidamente sazietà, anche perché la loro croccantezza stimola una lunga masticazione. Meglio associarle ad una piccola quota di acidi grassi essenziali, per favorire l’assorbimento delle vitamine liposolubili; si possono mangiare con qualche seme oleoso, poche mandorle o accompagnate da piccole quantità di yogurt intero aromatizzato con un trito d’erbette.

 

LE CAROTE VIOLA

Le carote scure, viola-nere, sono caratterizzate dalla ricchezza di antociani e vitamine del gruppo B, queste vitamine sono fondamentali per il metabolismo energetico e per la pelle. Gli antociani sono pigmenti solubili della famiglia dei flavonoidi, hanno la capacità di neutralizzare i radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo che danneggia anche il DNA, e che è alla base dell’invecchiamento cellulare. L’azione antiossidante e antinfiammatoria protegge anche il sistema cardiovascolare: capillari tonici prevengono inestetismi come la cuperose, la cellulite e patologie linfatiche e venose.

L’ossidazione dei trasportatori ematici del colesterolo e dei trigliceridi è la prima tappa del processo infiammatorio che indurisce e ispessisce le arterie, con la formazione delle placche aterosclerotiche, che staccandosi potrebbero generare trombi e ictus. Sono alcuni dei motivi che devono spingerci ad aumentare le porzioni di frutta e verdura, fonti naturali di antiossidanti.

Scegliere alimenti come le carote e le patate viola, consumare le melanzane con la buccia, cavolo rosso, radicchio, mirtilli, prugne, uva nera, more, ciliegie, ribes nero o un calice di vino rosso al pasto, integra naturalmente il fabbisogno di antociani.

 

LE CAROTE GIALLE

Le carote gialle contengono anche xantofilleluteina e zeaxantina sono carotenoidi che proteggono la vista: contrastano i danni che i raggi UV, diabete e senilità causano ai fotorecettori oculari. Degenerazioni della retina e della macula sono particolarmente invalidanti.

 

LE CAROTE BIANCHE

Le carote bianche apportano quercetinaflavonoide antiossidante impiegato anche a scopo terapeutico nelle patologie della prostata e come modulatore infiammatorio nelle allergie; sono in corso studi che ne comprovano l’azione antitumorale. L’alimento più ricco di quercetina è il cappero, ma si trova anche negli agrumi, pastinaca e nelle mele.

 

IL LICOPENE

Il licopene contenuto nelle carote rosse, come per i pomodori, è molto più biodisponibile se si consumano le carote cotte. È un antiossidante potentissimo, di cui sono note l’attività anti-age, antitumorale e viene promossa la sua presenza quotidiana nelle dieta di chi soffre di patologie cardiovascolari.

 

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