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C'è il via libera agli insetti a tavola ma noi preferiamo gli spaghetti!

Data pubblicazione 22.01.2021
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Saranno veramente il cibo del futuro? Parliamo di insetti o meglio di tarme della farina, allevate, essiccate o in polvere. Insetti da mangiare. 

L'OK IN EUROPA - Il 13 gennaio 2021 l’EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha infatti dato il via libera al consumo alimentare dei sopracitati insetti in Europa, valutandoli sicuri, altamente proteici e sostenibili per l’ambiente. La Commissione Ue ha sette mesi di tempo per elaborare una proposta di autorizzazione e l’immissione sul mercato dovrà essere votata dai singoli Paesi.

VERSO I NOVEL FOOD - Nello specifico sulle tavole europee si potrà avere la possibilità di consumare le tarme della farina gialla, solo uno dei cosiddetti novel food, i “cibi nuovi” introdotti dall’entrata in vigore il 1° gennaio 2018 di un regolamento europeo approvato nel 2016. Tarme commestibili sottoforma di snack, frullati, biscotti, pasta. E in seguito potrebbero essere vagliate proposte per grilli, cavallette e larve di altri insetti. 

SIAMO PRONTI? - Di nuove frontiere per un'alimentazione più sostenibile, dalle ardite piantagioni di grilli alla carne vegetale, se ne parla da tempo. Ma siamo davvero pronti per gli insetti? E soprattutto lo siamo noi, Paese principe della dieta mediterranea, iscritta dall'Unesco nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità? Sembra proprio di no, secondo uno studio di Coldiretti/Ixè dal quale emerge che il 54% degli italiani non porterebbe mai a tavola formiche & co..

COSA DIREBBERO I NOSTRI NONNI? - Cibarsi di insetti non è certo una novità: è una scelta di sopravvivenza (in Africa o Amazzonia), ma anche di tradizione gastronomica in vari paesi dell'est asiatico. Per non andare lontano basti pensare al celebre formaggio sardo con i vermi, il Casu Marzu (e altri prodotti caseari colonizzati da larve attraversano l'Italia) o ancora a certe specialità della cucina lombarda, come rane fritte e lumache trifolate, piatti prelibati, a base di anfibi, sogno per molti buongustai. Per una dieta sostenibile forse basterebbe fare come facevano i vecchi e cari nonni che han passato la guerra: mangiare meno per mangiare meglio, privilegiando una cucina ricca di vegetali e legumi. Intanto, teniamoci gli spaghetti, magari integrali, apriamoci con curiosità verso il nuovo, nell'attesa di un cambiamento che sia il più delizioso possibile. Perché, come nella storia e nell'economia, anche nel cibo tutto o quasi torna. Anche le cavallette.

P.s. "Non mangiate niente che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo", come recita la seconda regola dell'imprescindibile "Breviario di resistenza alimentare" scritto dal guru Michael Pollan.

 

 



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