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20 accessori a forma di gatto (e 2 ricette) per averli sempre accanto. Anche in cucina

Data pubblicazione 14.02.2021
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Una volta i gatti dominavano il mondo, sino a quando gli umani presero il potere. Ma se i gatti, tutti insieme, sognassero di cambiare le cose, allora le cose cambierebbero e tornerebbero come erano prima. Come erano una volta. Questo almeno è quello che racconta lo scrittore inglese Neil Gaiman in “A dream of a Thousand Cats”, un fumetto pubblicato nel 1990. Chissà se è vero.

Quello che è sicuramente vero è che oggi i felini dominano Internet, a maggior ragione in occasione della loro festa: basta cercare “gatto” su Google per trovare quasi 60 milioni di risultati, farlo su Twitter per leggere migliaia di cinguettii o su Instagram per vedere 6,5 milioni di foto. Ancora di più nella Giornata internazionale del Gatto, una ricorrenza creata nel 2002 dall'International fund for Animal welfare, che in Italia si celebra nel mese del segno zodiacale dell'Acquario, ritenuto quello degli spiriti liberi. Come i gatti, appunto.


I gatti in cucina, fra 20 accessori e 2 ricette

Che siano indipendenti, lo vedi (anche) dal loro rapporto con la cucina: diversamente dai cani, non entrano nella stanza per chiedere da mangiare o perché ci sei tu. È proprio l’opposto: entrano nonostante che ci sia dentro anche tu. E ci stanno anche grazie ai tanti utensili che li ricordano (ne trovi 20 nella gallery qui sopra), fra grembiuli, guanti da forno, timer, mestoli, formine per le torte o per i biscotti, sottobicchieri e molto, molto altro: online si trova davvero di tutto, sia su Amazon sia su Pinterest, sia su “negozi” magari meno conosciuti, come Etsy.

Secondo stime recenti, nelle case italiane sarebbero presenti circa 8 milioni di gatti domestici, più o meno un milione in più rispetto ai cani. Che saranno pure i migliori amici dell’uomo, ma oltre a essere in minoranza, nemmeno hanno ricette che portano il loro nome (almeno in italiano). I gatti invece sì che le hanno: le Lingue di Gatto, quei biscotti dalla forma molto sottile e allungata e dalla superficie un po’ ruvida che si chiamano così proprio perché ricordano la lingua di un gatto, e il Gattò di Patate, che i francesi si ostinano a chiamare gateau (torta, nella loro lingua) ma che ormai noi chiamiamo come chiamiamo e va bene così.

 



I gatti nel mondo, fra stranezze e videochiamate su Zoom


Tornando alla Rete, il gatto più famoso online, di cui negli ultimi giorni si è parlato moltissimo, non è un gatto ma… un avvocato americano: si chiama Rod Ponton e si è involontariamente presentato a un’udienza (virtuale) col volto di un micetto, facendo ridere tutti quando ha spiegato al giudice che “sono qui davvero, non sono un gatto”.

Brutte figure a parte, il mondo è pieno di curiosità feline. C’è il celebre chef Gordon Ramsay che ha chiamato Lucky Cat il suo nuovo ristorante di sushi a Londra e c’è la tradizione dei cat-cafè, quelli dove si può bere e mangiare, ma pure rilassarsi accarezzando i gatti, partita dal Giappone e arrivata un po’ dappertutto in Occidente: in Italia se ne trovano a Milano, Roma e Torino e sono aperti anche in questo periodo, compatibilmente con le norme anti-Covid. Soprattutto, ci sono i ristoranti per i gatti, dove i clienti sono proprio loro e possono essere serviti e mangiare con o senza i padroni accanto (meglio senza, potessero scegliere): uno ha appena chiuso i battenti a Torino, ma altri ce ne sono a Brescia, Lecco, Roma e non solo. All’estero, i primi sono stati aperti agli inizi degli anni Duemila a Bruxelles, a Londra, a Mosca, ma pure a Parigi, Madrid, Bucarest e Monaco.

E chissà se i gatti vanno lì solo per mangiare oppure anche per sognare un po’. Speriamo di no, perché se davvero i sogni possono tutto… per noi sarebbero guai.

 

di Emanuele Capone



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