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Galateo | Rimandare, accettare e rifiutare un invito

Data pubblicazione 01.10.2016
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Galateo | A tavola, punto per punto... ci insegna le buone maniere anche in fatto di inviti.
E in particolare questo settimo appuntamento ci ricorda come, secondo bon ton di una volta, rimandare, accettare o rifiutarne uno.


13. Rimandare un invito


Il sistema più pratico e sbrigativo per rimandare un invito o per disdirlo, è il telefono o il telegrafo. Al telefono, se chi risponde non è la persona invitata, si dirà "La signora Verdi è spiacente, ma è costretta a disdire il pranzo fissato per mercoledì 7 gennaio, a causa della grave malattia della propria suocera". Un telegramma può essere così concepito: "Spero potrà venire a pranzo sabato 10 invece di mercoledì 7, come fissato. Scusandomi rinvio e saluto cordialmente. Lucia Verdi".

14. Accettare un invito

La prima norma per quanto concerne l'accettare o meno un invito, è che la risposta dev'essere sollecita e fatta nella stessa forma in cui è stato fatto l'invito. Cioè, per essere esatti, con lo stesso genere di formula. Per esempio, ad un invito stampato si risponderà usando la terza persona, mentre ad un invito fatto con un biglietto "senza cerimonie" si può ispondere con due parole cordiali o con una telefonata.

Non vi è una formula per rspondere agli inviti fatti a voce. Di solito si dice: "Volentieri, con molto piacere. Ringrazio molto". Agli inviti stampati si risponde per scritto, accettando, solo nel caso che vi siano le lettere R.S.V.P. ma è più moderno rispondere con una telefonata, oppure con una visita, se l'invito è stato fatto parecchi giorni prima. Lo stile della lettera dipende esclusivamente dal grado di intimità dei corrispondenti; per esempio si può rispondere così:

Cara signora Rossi,
sarò ben felice di venire mercoledì a prendere una tazza di tè; sarà un vero piacere per me rivederla e passare un'oretta in una compagnia.
Con molti ringraziamenti e saluti cordiali
.

Oppure:

Cara Lucia,
verrò con molta gioia mercoledì all'ora del tè.
Arrivederci e grazie. Affettuosamente
.

Mandando un semplice biglietto di visita, basterà scrivere a mano, dopo il nome da cui sarà stato cancellato ogni titolo: "Ringrazia, felicissimo". Ad un'amica si può scrivere: "Va bene, arrivederci mercoledì"; si cancellerà il nome stampato e si aggiungerà "Affettuosamente" o "Cari saluti" o altra formula del genere e poi il proprio nome, se è una signora o signorina quella che scrive; nome e cognome se è un uomo; nel qual caso i saluti saranno "cordiali" anzichè "affettuosi".

15. Rifiutare un invito

Può accadere di dovere (o di volere) rifiutare un invito, sia per impegni precedenti, sia per altri motivi. Bisogna badare al modo in cui l'invito viene rifiutato, specialmente in alcni casi. Ammettiamo, per esempio, che la signora Bianchi sia già stata invitata, per quella sera, dai signori Verdi, comuni amici della signora Negri che ha fatto l'invito.

Se le dirà "Sono tanto spiacente, ma proprio quella sera siamo a pranzo in casa Verdi", la signora Negri potrà sentirsi mortificata per essere stata esclusa, visto che è anch'essa amica dei signori Verdi.

Occorrerà dunque dire soltanto: "Come mi dispiace! Ma per quella sera abbiamo già accennato un altro invito... Sarei stata tanto felice di venire da lei e sono sicura che anche mio marito sarà desolato". Se invece i è accettato un invito da persona che non è di comune conoscenza, non vi è motivo di tacerne il nome.

In genere le formule con le quali si rifiuta sono simili molto a quelle con le quali si accetta. Ad un semplice conoscente si dirà: "Com'è gentile! La ringrazio molto, ma purtroppo ho già un impegno per quella sera". "Oh, che peccato", dirà la signora che ha fatto l'invito. "Sono tanto spiacente anch'io; ma comunque La ringrazio ancora di aver pensato a me -o a noi-".

Se la signora che invita è più anziana della persona invitat ed ha l'abitudine di invitare spesso, potrà sopraggiungere: "Spero di essere più fortunata un'altra volta", oppure "Comunque, mi auguro di vederla presto".

Agli inviti fatti per scritto o con bigliettoi da visita o stampati, si risponde, rifiutando, nella stessa maniera con cui si risponde accettando. Anche qui la forma dipende sempre dal grado di intimità che vi è tra l'invitato e coloro che invitano. Per esempio:
Cara Lucia, sarei tanto felice di venire a passare a serata con te, ma proprio quel giorno è iol compleanno di mia suocera e non posso mancare -o altro motivo-. Ne sono spiacentissima e mentre ti ringrazio molto, mi auguro di vederti presto.
Affettuosamente,
Carlotta


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