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Coronavirus, Franco Pepe Cavaliere della Repubblica per il suo impegno: “Lo condivido con tutti gli chef”

Data pubblicazione 03.06.2020
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In occasione della festività del 2 giugno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in trasferta a Codogno, ha insignito il pizzaiolo Franco Pepe dell'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica per l’impegno svolto durante l’emergenza del Coronavirus. Un titolo bis, quindi, perché proprio il 2 giugno del 2019, Pepe diventava Cavaliere per “benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo della gastronomia, dove ha saputo risollevare, con il suo progetto Pepe in Grani, le sorti di un territorio” come si leggeva nel comunicato di allora.


Un riconoscimento, quello di adesso, che sembra però avere un peso specifico differente. “È un’onorificenza inattesa, che arriva a un anno dalla precedente, ma è completamente diversa” ci racconta a caldo Franco Pepe, raggiunto telefonicamente. “È una sorpresa, non me lo aspettavo. C’entra meno con il mio lavoro, conta di più il fattore umano e questo la rende ancora più importante. In tutto questo periodo non mi sono mai staccato dalla pizzeria”.





La motivazione ufficiale, diffusa da un comunicato stampa del Quirinale, recita: “Francesco Pepe, quando ha dovuto chiudere il suo ristorante a Caiazzo di Caserta ha preparato pizze e biscotti per i poveri e gli anziani in difficoltà, organizzando una raccolta fondi per l’ospedale di Caserta”. 

 

Franco Pepe, infatti, non è rimasto con le mani in mano e dopo aver chiuso al pubblico la sua celebre pizzeria Pepe in Grani, è restato con un paio di ragazzi del suo staff a sfornare pane e pizze per gli anziani delle case di riposo e i clochard che trovano rifugio nella stazione di Caserta, cercando quindi di assicurare a queste persone più bisognose un pasto caldo. “Con i miei ragazzi, che non sono di origine italiana, abbiamo tenuto sempre accesa la fiamma dei forni, che è stata davvero per noi la fiamma della speranza. Aiutati dai produttori della zona abbiamo creato una bella rete per raccogliere fondi per l’ospedale di Caserta”. 


Durante i giorni più duri del lockdown, il mondo della ristorazione, stellato e non, ha cercato di fare il possibile per essere presente e attivo. Lo sa bene il pizzaiolo casertano che, infatti, vuole condividere questo titolo “con tutti gli chef e con tutti coloro che sono stati in trincea”, con una dedica speciale e affettuosa alla famiglia Cerea di Bergamo, con cui era spesso in contatto: “Un pensiero particolare alla famiglia Cerea, che ha fatto tanto nella zona più colpita d’Italia. La loro situazione è stata senza dubbio più difficile della mia”.



Credits immagine di Franco Pepe Damiano Errico



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