Ci sono momenti in cui un uomo si trova solo di fronte a se stesso, e sa che non potrà più guardarsi allo specchio se non offre il petto nudo in sacrifizio, incurante dei rischi e con sommo sprezzo del pericolo.
Una sera novembrina, nebbia tirata giù come farina calibro 00, decido di giuocarmi il tutto per tutto e consegnarmi, consapevolmente, all'abominio etilico. Lo strumento di tortura è un etilometro portatile, di cui i soloni cominceranno a confutare la precisione. Di certo non sarà uno strumento scientifico, ma i numerini crescono al crescere delle libagioni, ed ho la sensazione che dica cose abbastanza pregnanti.
Bevo un buon bianco locale: agevole, non faccio fatica a tirar via i primi tre bicchierozzi. Sono 0.5, e non avverto significative alterazioni della mia percezione del mondo. A onor del vero, a voler fare i precisini, una piccola accelerazione degli oggetti relegati nella visione periferica: mi sento in grado di guidare il Titanic. Sono a metà bottiglia, il vino che bevo dice 12,5°.
Riprovo al sorso successivo: il marchingegno inizia a squittire, mi dice che sono a 0.6. Tolgo e metto gli occhiali per verificare se l'effetto è presbiopìa senile o annegamento etilico. Certo, sarei ancora di portare un mezzo con calma e senza scosse, ma è già il momento di passare il timone a qualcun altro. Una certa mollezza sta iniziando ad impadronirsi di me.
Altro bicchiere, svuotato con calma. Soffio nell'arnese e ottengo un bramito preoccupato: 0.8. E' abbastanza per consigliare di guidare al massimo la PlayStation. Il cerchio attorno all'occhio è sfuocato, l'angolo sbrilluccica controluce. Sono al sequestro del mezzo: se guidassi ora sarei pericoloso.
Continuo. Finisco il calice e finisco la bottiglia, sento chiaramente la scossa alcolica nei muscoli. Cammino e vedo il pavimento allontanarsi da me, ma in tutte le direzioni. Mi muovo in una palla di sensazioni felpate, le cose accanto hanno piccoli brividi. Soffio nelle alette e il cànchero inizia a strillare come lo spennassero da vivo: 1.1. Sono all'arresto, ancora un bicchiere e c'è la fucilazione e l'incendio della vettura sul posto. Guidare in queste condizioni è come fare bungee jumping con un archibugio carico in tasca.
Peso oltre 90 chili, e sono piuttosto abituato al vino. Ne bevo frequentemente, seppur moderatamente. Ho rilevato le quantità suddette al termine di una cena normale, saziante, effettuando l'analisi pochi minuti dopo aver bevuto.
Regolàtevi!
“Non chiamateli muffin se hanno le verdure!”, “Non chiamatele lasagne se sono dolci!”, “Non chiamatelo tiramisù se non è tradizionale e ha la frutta”, “Non...
Arriva con colpevole ritardo la segnalazione di questi libro, nelle libreria già da qualche mese, ma con meritoria puntualità riguardo all’uscita proprio in...
L’essenza primordiale e ineludibile della birra torna per fortuna ogni quattro anni a fare piazza pulita di geeks, guri, espertoni e falsi profeti. La colse in...
È il tema della settimana nel mondo birrario europeo: un pugno di piccoli birrifici del Belgio stavolta si è davvero inalberato e ha scritto una lettera al... Leggi tutto