Dracone era un socio dalle idee piuttosto chiare: in sintesi, il primo uomo che mise mano al diritto penale. Prima funzionava in modo artigianale: ad un omicidio seguiva la vendetta, poi la controvendetta e la faida, all'infinito. Siccome nell'antica Grecia era un peccato consumare così le vite dei giovani maschi che si sarebbero potute invece utilmente consumare nelle guerre contro Sparta, Dracone la fece finita e stabilì il confine tra colpa e volontarietà. Le pene erano di nitore abbagliante: i colposi in esilio eterno, i colpevoli alla forca.
Nella nostra civilità che invece comunica per slogan Dracone è più considerato un cattivone con il sopracciglio alzato, impegnato la notte e il dì a promulgare leggi di sangue e sudore che nemmeno Tremonti si sognerebbe.
A luglio, col bene che ti voglio, Milano diventa una fornace rovesciata e scoperchiata, e i popoli tendono a perdere le loro serate strascicando piedi palmipedi davanti a locali parzialmente condizionati, bevendo seminudi bevande di modesto valore ed alto costo. Difficile farli sedere ad una Tavola e godere d'un qualche piacere della tavola.
Fioriscono le misure anti-afa:
chi fa lo sconto advanced booking; chi ti offre la cena se festeggi il compleanno con almeno tre amici; chi dice bimbi gratis fino al 25 luglio; ora aspettiamo il tre per due poi abbiamo vinto. Molti le chiamano appunto, misure "draconiane".
Con Cavallaro discuto di prezzi da quando ci diamo del tu: cioè dalla seconda volta che ho cenato da lui. Era il 1937. Propongo blandisco insisto, lui obietta reagisce risponde.
Ieri mi manda 287398721 messaggi con un vortice di prezzi e di nomi di piatti complicati. Di quelli che fa lui quando vuol dire di essere stato in tutto il mondo: nidi di rondine alla criolla con wasabi, salsa thai e gazpacho di hamburger.
Come sempre tre Menù: quaranta, quarantacinque e
Cinquantacinque
Alici marinate, pesca saturnina, anguria, mozzarella di bufala e peperoncino
Finti ravioli di capesante ripieni di ricci di mare e caramellati, germogli [nella foto]
Quasi crudo di polpo verace, capperi e olive iblee e pomodoro confit e basilico
Gazpacho di mandorle e uva bianca, crudo di gamberi rossi, lime e crostini all’aglio
Vitello Tonnato: Interpretazione. Magatello di vitello al rosa, tonno appena scottato e maionese ai ricci di mare
Mozzarelline di yogurt, zenzero e limone. Sorbetto alle fragoline di bosco
E se vi fa pagare il caffè, dite che su Appunti Digòla c'è scritto che è omaggio. Li metterà in conto a me.
Nicola Cavallaro è lo chef del ristorante omonimo.