Non so quanti dei lettori di questo indegno moleskine digitale siano dei grandi viaggiatori in automobile, ma di certo molti di loro avranno una certa familiarità con i più vari arnesi elettronici: computer portabili, navigatori, palmari, cellulari, ipod e via. Probabilmente quando vi spostate in auto li portate con voi.
Una volta il modo classico di entrare in una automobile chiusa era la "spaccata", cioè la rottura di un cristallo. Oppure per i più esperti lo "spadino" riservato però al furto dell'intera auto. Poi l'evoluzione delle chiusure e delle autoradio che ormai possono funzionare solo sul modello per cui sono progettate ha ridotto molto questa strategia.
Oggi si fa più facile: persone dall'aspetto insospettabile quando premete il pulsante del Vs telecomando con un piccolo trasmettitore da cento euri detto "jammer" sono in grado di "accecare" il ricevitore dell'auto che rimarrà aperta. In un attimo faranno sparire tutto quanto si può facilmente smerciare, come appunto le ns amate diavolerie digitali.
Vi accorgerete del furto solo molti km dopo, perchè l'auto non presenta nessun segno di effrazione.
Luoghi preferiti: parcheggi di ospedali e supermercati, e soprattutto, e di gran lunga, autogrill.
Io ho sempre avuto una sorta di paranoia per questo: quindi il mio ufficio viaggiante, rinchiuso nella tracolla da 8 chili, mi segue ovunque, inclusa la più frettolosa e sbrigativa esigenza idraulica, ed è questo il più sicuro sistema per evitare inconvenienti.
In alternativa chiudete l'auto con il telecomando, poi verificate la chiusura tirando la maniglia a mano. Se l'auto è ancora aperta, occhio che il genietto è lì vicino a voi.