C'è la via delle Cantine, roba del XV secolo: nomi dagli accenti arabi qui (ma presto scoprirai che sono reminiscenze albanesi). Celaret e Sheshit.
La Locanda abita un palazzo d'epoca: sala da pranzo sotto volte di dieci metri, stanze eleganti senza sfarzo. Bella.
Rino Botte si occupa della gestione e di vino (e come potrebbe altrimenti con un cognome così?) e Lucia della cucina. L' arte culinaria della Locanda è schietta, incastrata nel territorio tra le strepitose verzure e l'uva Aglianico. Imperdibile la zuppa di fave e cicoria con il caciocavallo, un'esperienza il gelato all'Aglianico.
Sorprende ancora il cittadino nordico quanto possa esplodere il sapore di un fagiuolino verde, appena scottato e messo lì con una goccia d'olio. Alla faccia dei Francesi e dei loro voluvàn, così così non ci sono in nessun angolo del mondo.
Fuori dalle rotte, ma con la direzione assai chiara in mente.