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Ecco perché il cotechino si può mangiare tutto l'anno (provatelo con lo zabaione salato!)

Data pubblicazione 24.02.2021
VOTO MEDIO
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Il Cotechino Modena IGP è un'eccellenza italiana da portare in tavola nell'occasione che si preferisce perché è molto versatile e si presta a essere presentata in forme e abbinamenti originali.

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Il cotechino - assieme allo zampone, con cui viaggia spesso e volentieri in coppia - è un prodotto che nell'immaginario collettivo si lega alle festività. È il piatto irrinunciabile della notte di San Silvestro, accompagnato a un contorno di lenticchie, in quanto considerato beneaugurante, ma lo si trova tradizionalmente anche nelle tavole conviviali dei pranzi della domenica, specialmente nel Nord Italia, in ricette come il lesso (nella foto sotto). Eppure è un cibo che si può mangiare tutto l'anno, nell'occasione che si preferisce perché è molto versatile e si presta a essere presentato in forme e abbinamenti originali. Insomma, ha le caratteristiche vincenti per essere "destagionalizzato". 


PAROLA D'ORDINE: DESTAGIONALIZZARE

Facciamo subito una premessa: destagionalizzare in questo contesto non significa consumare un prodotto che appartiene biologicamente a una stagione in un'altra. Non c'è l'incoraggiamento ad acquistare, per esempio, le pesche a dicembre o i cardi ad agosto. Si tratta invece di non relegare una tipicità a un solo periodo dell'anno perché lo è per consuetudine, quando questa avrebbe invece tutte le potenzialità per essere gustata nell'arco dei 12 mesi. E il Cotechino Modena IGP ha tutte le carte in regola per essere un vero e proprio jolly. Vi spieghiamo il perché.



IL COTECHINO MODENA IGP: UN PRODOTTO DELLA TRADIZIONE AL PASSO CON I TEMPI

Il Cotechino Modena IGP, così come lo Zampone Modena IGP, è un'antica specialità gastronomica italiana (vanta più di 500 anni): è composto dalle parti nobili del maiale e dalla cotenna, come vuole la tradizione. Le carni vengono prima macinate in modo delicato e poi insaporite con spezie (chiodi di garofano, noce moscata, cannella, pepe), erbe aromatiche e vino. Infine si insacca nei budelli.

Abbiamo detto che è una specialità antica, certo, ma che sa stare al passo con i tempi. Cosa significa? Che all'interno del processo produttivo si è intercettata l'esigenza delle persone di avere un'alimentazione più sana ed equilibrata. Sfatiamo quindi subito un mito: i grassi contenuti nel cotechino e nello zampone sono minori di quanto si possa pensare. Con i nuovi processi di lavorazione, sempre però nel rispetto di un prodotto tradizionale, in entrambi gli alimenti c'è una minore presenza sia di grassi che di sodio se confrontati con il passato. A livello calorico, un etto di queste specialità corrisponde a 250 calorie: tanto quanto un etto di mozzarella.

Importante è anche sapere che Cotechino e Zampone Modena IGP sono privi di lattosio (quindi adatti anche a chi soffre di intolleranza) e di glutammato aggiunto. In più hanno un buon contenuto di vitamina B, minerali come zinco e ferro e i loro aromi sono esclusivamente naturali.


Si possono acquistare sia precotti (nelle comode buste in alluminio che necessitano una breve cottura, circa 20 minuti) o crudi, da cuocere quindi per circa 2 ore. La versione precotta favorisce senza dubbio il loro utilizzo in cucina, grazie alla sua praticità e all'abbattimento dei tempi. 


UNA VERSIONE CREATIVA DA PROVARE SUBITO

Ricapitoliamo: abbiamo visto che si tratta di carne gustosa, dal sapore ricco e con un elevato contenuto di proteine nobili. Appaga in piccole dosi e si presta a essere versatile sia nelle preparazioni che negli abbinamenti. Perché quindi non toglierne l'etichetta legata a occasioni più formali e puntare invece sul lato casual del cotechino? Noi, per esempio, lo abbiamo pensato per farcire fette di morbido pan brioche, in alternanza a una croccante insalata riccia e un vellutato zabaione salato con aceto balsamico tradizionale DOP.


Lo zabaione salato è semplice da fare: sgusciate i 2 tuorli in una ciotola d'acciaio e montateli con un cucchiaino di zucchero di canna e un pizzico di sale, appoggiando la ciotola sul bordo della pentola con l'acqua in ebollizione. Fate questa operazione allontanando ogni tanto la ciotola dal calore, in modo che l'uovo non cuocia. Infine, fuori dal fuoco, aggiungete due gocce di aceto balsamico tradizionale DOP e mescolate delicatamente: la crema è pronta. E anche il vostro sandwich. 


IL COTECHINO SULLA SCIA DEL PANETTONE

Un prodotto di largo consumo che sta già avendo un bel percorso di destagionalizzazione è senza dubbio il panettone, che con cotechino e zampone condivide la collocazione natalizia e il fatto di essere un'eccellenza tutta italiana. Il panettone, infatti, è uno dei simboli del Natale: perché allora proprio a fine febbraio è stato protagonista di una puntata di MasterChef Italia dove ai concorrenti era chiesto di interpretarlo a proprio piacimento? Il motivo è presto detto: perché la tendenza è quella di mostrare come il panettone sia un dolce da poter mangiare quando e come si vuole.

Da qualche tempo, grazie alla collaborazione di chef e produttori, il famoso lievitato si sta reinventando, tanto da apparire anche a Ferragosto (in diverse iniziative in giro per l'Italia arriva anche nelle spiagge) e in versioni sempre più creative, abbinato magari a creme più leggere a base di yogurt e alla frutta fresca. La tradizione fa un passo avanti per dare spazio alla fantasia.

 

CERTIFICAZIONE DI QUALITA': IL CONSORZIO ZAMPONE E COTECHINO MODENA IGP

A vigilare su queste eccellenze Made in Italy c'è il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP. Fondato nel 2001, si occupa di gararantire al consumatore un prodotto realizzato secondo gli standard del Disciplinare di produzione, al fine di avere sempre un alimento di massimo livello. Inoltre, il Consorzio organizza diverse attività che promuovono la conoscenza di queste due eccellenze, del loro legame con il territorio e delle loro peculiarità: conoscere e tutelare i prodotti italiani si rivela infatti oggi più di prima fondamentale per la loro valorizzazione

 



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