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Ecco 10 cibi blu, il colore trendy del 2020

Data pubblicazione 13.01.2020
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Il blu è stato nominato colore del 2020 da Pantone, azienda statunitense che da anni classifica i colori, definendo le tonalità che influenzeranno lo sviluppo di prodotti nel campo della moda e del design.

Il blu non è propriamente un colore che associamo al cibo. Eppure secondo il New York Times i cibi blu sono uno dei trend del food del 2020. Quando diciamo cibi blu dobbiamo comunque accettare una certa flessibilità: non aspettarci blu elettrici o sfumature turchesi, e chiudere un occhio verso la tendenza all’indaco e al violetto.

Ma perché poi gli alimenti commestibili blu sono così rari? Secondo alcuni dipende alla capacità di assorbire la luce, che porta difficilmente a rendere competitivi dal punto di vista evolutivo i vegetali blu e indaco. Secondo altri, la rarità è collegata alla naturale diffidenza degli uomini per questo colore di solito associato a muffe e veleni.

In ogni caso, sono tutti bellissimi e vale la pena assaggiarli e provare a inserirli nelle vostre ricette. Ecco 10 alimenti blu:

  • 1. Butterfly pea flower

    È una pianta asiatica della zona tropicale: Butterfly Pea (Clitoria ternatea), tradotto in italiano come “pisello blu” o “pisello cordofan”. Nelle culture tradizionali della penisola indocinese l’infusione del fiore viene usata sia per preparare tinture per capelli, sia per fare una tisana (impropriamente detta tè). Di un bel blu vivace, ha anche un’altra proprietà cromatica: a contatto con un acido vira al viola. Proprietà che sta facendo amare il Butterfly Pea dai bartender di tutto il mondo: in particolare, in un cocktail bar di Charleston, Carolina del Sud, dei cubetti di ghiaccio blu vengono immersi in un liquido giallo a base di limone: quando si sciolgono il drink diventa pian piano violetto, con un effetto scenico suggestivo. Il nome del cocktail è altrettanto spettacolare: Disco Sour. (Credits immagine cocktail: unsplash)

  • 2. Vino blu

    Sarà l’anno in cui il vino blu troverà la sua consacrazione? Non c’è settore più tradizionalista di quello enologico, eppure già da qualche anno si tenta di produrre e rendere popolare dei vini di colori mai visti: dal turchese al blu, comunque cristallini. Sono partiti dei produttori in Spagna (Gïk, e poi Pasion Blue Chardonnay), a seguire il Portogallo (Casal Mendes Blue) e la Francia (Vindigo). Come si ottiene il colore? In modo totalmente naturale, giurano tutti: dalle bucce e dal mosto di uve scure, che trasferiscono al vino in fermentazione i caratteristici antociani. Come sono questi vini? Chi li ha provati li ha trovati freschi, leggeri, beverini, tendenti al dolce. (Credits immagine: courtesy by Vindigo)  

  • 3. Mirtilli

    Il nome inglese dice tutto: blueberry. Tra i frutti di bosco è la bacca più versatile: può essere inserita nei dolci come ripieno o copertura, o semplicemente caramellata in padella e usata per condire i pancake. Vantaggi anche per la salute, perché i mirtilli sono fonte di fibre e vitamina C(Credits immagine: picjumbo.com)

  • 4. Formaggi erborinati

    Che dire poi degli erborinati: dal gorgonzola allo Stilton, passando per i vari blu francesi. Le muffe e le reazioni cromatiche sono prodotto di funghi e batteri, ma che deliziosi batteri! Dal verde acqua al blu carico di certi caprini, ce n’è per tutti i gusti. (Credits immagine: Tenaya Darlington via flickr)

  • 5. Borragine

    Pianta officinale spontanea tipica di tutta l’Europa, in Italia si trova soprattutto al nord. Le foglie sono blu, e sono commestibili: le ricette tradizionali prevedono frittata, frittelle, ripieno di ravioli e pansotti, minestrone. Attenti a non cuocerla troppo, in ogni caso un po’ di vivacità nel colore la perderà: conservate perciò qualche fiore crudo per decorare il piatto. (Credits immagine: virgin in the green)

  • 6. Astice blu

    Pare che un astice ogni 2 milioni sia blu. Ovviamente parliamo della corazza di questo delizioso crostaceo, perché le carni all’interno sono bianche come quelle di tutti i suoi simili. (Credits immagine: David Clode via unsplash)  

  • 7. Cavolo viola

    Questo tipo di cavolo cappuccio, dalle foglie strettamente avvolte in una palla, è già bellissimo di per sé da guardare, quando lo si taglia in sezione. Ma il suo colore è viola, e tale rimane anche dopo la cottura, che sia per bollitura o stufatura. Provate però a bollire le foglie e a scolarle conservando l’acqua: questa dopo un po’ si ossida e diventa di un purissimo blu. Ecco un colorante naturale per cambiare in modo insolito i vostri piatti, o addirittura per essere servito in purezza ai vostri ospiti. (Credits immagine: Matilda Bellman via unsplash)

  • 8. Patata blu

    Anche questo tipo di patata è più viola che blu, ma ci sono leggere differenze nelle varietà e nella colorazione. Fritte in chips, tagliate e messe al forno, o ridotte in purea: è facile procurarsele e daranno un tocco in più a un alimento che non brilla di luce propria. (Credits immagini: pixabay e Isaac Kohane via flickr)

  • 9. Jenipapo

    Gli chef brasiliani sono letteralmente impazziti per questo frutto, e stanno trasformando tutti i loro piatti con un magico tocco blu: così racconta il sito Atlas Obscura. Il jenipapo è una pianta tropicale i cui frutti variano di grandezza, dalle dimensioni di un kiwi a quelle di un melone, e vengono usati da sempre per fare sciroppi e liquori.

    Quando le bacche sono acerbe, contengono una sostanza che a contatto con l’aria diventa blu, e colora anche le altre cose: gli indios infatti la usavano per farsi dei tatuaggi temporanei. Un paio di anni fa una food blogger ha iniziato a sperimentare ricette, e da allora la mania si è diffusa contagiando cuochi amatoriali e chef di fine dining: dal pane alle tortillas, dagli sformati alle creazioni più azzardate. Come quella (che vedete nella foto) dello chef Cesar Costa di San Paolo: il noto dessert francese île flottante diventa letteralmente un’isola che naviga in un mare blu. (Credits immagine: courtesy by Corrutela)

  • 10. Mais blu

    Avete presente la classica pannocchia di un bel giallo chiaro, o ancora meglio i chicchi già sgranati che compriamo in lattina? Beh, dimenticateli. Perché il mais in natura era tutt’altro: oltre che più piccole, le spighe producevano chicchi di colori diversi, dal rosso e dal rosa fino al marrone e al nero passando per il blu. Spesso anche sulla stessa pannocchia. Per esigenze commerciali le piante sono state selezionate per ottenere uniformità, ma i colori non sono andati perduti. E così in Messico e in tutto il Centroamerica si possono trovare tortillas e nachos di un simpatico blu scuro. (Credits immagini: Bart Heird via unspalsh e USAID via flickr)  

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