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Ecco i cibi che possono fare male: dalla liquirizia ai fagioli

Data pubblicazione 30.07.2021
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Non si sa più cosa mangiare. Nutriente, ma leggero. Vegetale, purché sia bio. Pesce sì, ma solo da allevamento sostenibile. Soia no, anzi sì. Zucchero assolutamente no, caffè sì, ma senza esagerare…In una giungla di raccomandazioni, divieti assoluti e fake news – non di rado in contraddizione tra loro – può essere difficile districarsi tra divieti e “must”Variare il più possibile i cibi che si portano in tavola e prediligere la stagionalità sono generiche indicazioni che chiunque può seguire, ma, anche senza un titolo di studio in nutrizione, è possibile imparare qualcosa in più sugli alimenti che nascondono delle insidie. Qualche volta persino letali. Molti, ad esempio, sono cibi invitanti, più o meno usuali nelle nostre dispense, più o meno esotici e curiosi, ma che possono rappresentare un pericolo per la salute: spesso basta solo qualche accorgimento per poter mangiare tranquilli, altre volte forse è meglio lasciar perdere. Ecco la nostra selezione: voi li mangereste?



Liquirizia…e la pressione va su

Il mondo si divide tra chi la ama e chi la odia, ma di sicuro la liquirizia è una radice intensamente aromatica, da cui si possono ricavare caramelle, polvere (mai provato nel gelato?), tisane e liquori. Lungi da noi promuovere il consumo di superalcolici, ma se un bicchierino di anima nera ghiacciata certe sere è necessario, qualcuno deve fare particolarmente attenzione e non solo per il contenuto alcolico. Il vecchio rimedio della nonna della liquirizia per risolvere i cali di pressione da caldo estivo, infatti, funziona davvero, ma può essere pericoloso per chi soffre di ipertensione. Questo perché le radici di liquirizia contengono una sostanza, chiamata glicirizzina, che provoca un innalzamento della pressione sanguigna che per qualcuno può diventare anche molto pericoloso, specialmente se si hanno problemi cardiaci.



Sushi: la qualità prima di tutto

Al di là dei pericoli per la salute dei mari legati al boom della moda del sushi in Occidente – come vi abbiamo raccontato in Quando etica e sostenibilità non arrivano in tavola: ecco i piatti a cui dobbiamo dire addio – mangiare pesce può essere un pericolo anche per noi. Anche chi non se la sente di sfidare la sorte con il pesce palla, infatti, potrebbe passare un dopocena poco piacevole dopo una scorpacciata di sushi. In questo caso a causa dei parassiti, presenti in molti prodotti ittici, che sono un pericolo – pena nausea, vomito, dissenteria e altre amenità – se il pesce non è correttamente conservato o se non è stato abbattuto a basse temperature. L’anisakis – un verme nematode – è solo uno degli ospiti indesiderati che potrebbero passare dal sashimi al nostro stomaco e può richiedere anche l’intervento chirurgico per essere risolto; ma esiste anche la sindrome sgombroide, che non vi farà assomigliare a uno sgombro, ma non è comunque simpatica, avendo sintomi analoghi a quelli di un’intossicazione alimentare. Per essere tranquilli con il sushi, insomma, meglio andare nei posti fidati.



Fagioli: l'importanza di tenerli a bagno

Come le fave, anche i fagioli sono legumi meravigliosi, ricchi di benefici per la nostra salute e per quella del Pianeta. In questo caso, però, non tutti sanno che nascondono, dietro l’aspetto di prodotti nutrienti e salutari, una sostanza tossica. Fortunatamente è facile evitarla: basta cuocerli, possibilmente – se secchi –dopo averli tenuti a bagno alcune ore: questo serve non solo a farli rinvenire, abbreviando i tempi di cottura, ma a far loro rilasciare le sostanze nocive nell’acqua, che infatti non va usata, ma gettata! Solo a questo punto, una veloce doccia sotto l’acqua corrente e sono pronti per finire in pentola, magari seguendo una delle nostre 25 ricette con i legumi: gusto e salute in tavola!



Prezzemolo, ovunque ma senza esagerare

Quando un personaggio tv è ospite in tutte le trasmissioni e viene di continuo intervistato al tg si dice che è come il prezzemolo, che va ovunque. In effetti, quest’erba aromatica può dare carattere e freschezza a tanti piatti e nella cucina mediorientale è addirittura protagonista del celebre tabbouleh, una freschissima insalata con il bulghur. Ma il troppo stroppia e, in grandi quantità, anche il prezzemolo può provocare dei disturbi, tanto che nel Medioevo il decotto a base di quest’erba aromatica era utilizzato per abortire! Continuate a usarlo in cucina, ma fate attenzione alle grandi quantità in caso di gravidanzaallattamento o altri stati particolari. Il rischio è di passare qualche brutto quarto d’ora, proprio come con quel vip tv che inizia a starvi un po’ indigesto…



Sannakji, chi era costui?

Se questo nome esotico non vi dice niente, ma amate la cucina orientale o avete in programma un viaggio in Estremo Oriente è meglio che lo impariate. Possibilmente per evitarlo: si tratta di una varietà di polpo diffusa nella cucina coreana, con la particolarità di uccidere ogni anno qualcuno tra i coraggiosi che cercano di mangiarlo. Servito crudo, spesso con i tentacoli che ancora si dimenano, le ventose di questo polpo hanno la capacità di continuare ad aderire alle pareti che incontrano, che possono essere quelle della gola dell’avventato commensale – con la conseguenza del soffocamento – o dello stomaco, che può subire dei. Insomma, se proprio non potete rinunciare al brivido di assaggiare il Sannakji, quindi, abbiate l’accortezza di masticare bene e a lungo!



Favenon per tutti

Un caso particolarissimo è quello delle fave. Tipiche dell’area mediterranea, le fave sono molto nutrienti e si prestano a tante gustose preparazioni, sia fresche in primavera sia secche tutto l’anno, proprio come gli altri legumi, di cui vi abbiamo elencato le doti in Magici legumi, fertilizzanti naturali. Ma non per tutti. Chi soffre di favismo non solo non può mangiarle, ma deve starci lontano, letteralmente: ecco perché i frutta e verdura e i supermercati che le vendono fresche lo scrivono all’ingresso. Il favismo non è una vera e propria allergia, ma l’effetto di una particolare forma di anemia ereditaria che provoca la carenza di uno specifico enzimase chi è affetto da favismo entra in contatto con le fave e alcune altre sostanze, questa carenza provoca la distruzione dei globuli rossi. Una curiosità: questa condizione è diffusa soprattutto in Europa meridionale e vicino Oriente, in aree un tempo insalubri: sembra che la mutazione protegga contro la malaria. Che dire, grazie al nostro organismo, ma peccato per le fave!



Ciliegie: una tira l’altra, ma…

Oltre a insegnarci a lavare la frutta, Biancaneve avrebbe potuto ricordarci anche un altro aspetto a cui fare attenzione quando affondiamo i denti in una mela succosa o quando ci lasciamo tentare dalle proverbiali ciliegie che, si sa, una volta che iniziate mangiare, diventano irresistibili (che contengano una sostanza che dà dipendenza? Io non lo escluderei…). Stiamo parlando dei semi, e precisamente proprio dei noccioli di ciliegia: questi frutti rossi e deliziosi nascondono infatti un segreto…velenoso. Il loro nocciolo contiene infatti una sostanza tossica che, oltre una certa quantità, è pericolosa. Non preoccupatevi, quindi, se per sbaglio ne avete inghiottiti un paio nella vostra scorpacciata di inizio estate, ma non fatela diventare un’abitudine!



Sambuco:  confettura e poco più

Ricco di antiossidanti e delizioso in forma di confetture e sciroppi, il sambuco nasconde un segreto pericoloso: si tratta di una insospettabile sostanza tossica. Fortunatamente, ancora una volta, ce ne liberiamo facilmente grazie alla cottura: se volete sfruttare la pianta di sambuco del giardino della nonna, quindi, meglio che andiate sul sicuro con ricette che richiedono la cottura di queste bacche succosissime. Un’ottima scusa per riempire la dispensa di confetture!



Funghi: non fate come Alice

Come Biancaneve ci ha insegnato che la frutta è meglio lavarla, così Alice ci insegna che i funghi vanno mangiati con cautela, perché potrebbero avere effetti indesiderati…stupefacenti! Al di là di specie micologiche più o meno illegali, però, bisogna sempre fare attenzione quando si mangiano funghi: se li acquistate, rifornitevi dal fruttivendolo di fiducia e non dall’amico del cugino della vicina di casa. Se invece siete amanti delle passeggiate nel bosco, ricordate che dopo aver riempito il cestino – sempre, s’intende, nei limiti consentiti dalla vostra Regione – questo va portato da un esperto micologo, che saprà dirvi se sono edibili o se è meglio che non finiscano in padella. Anche quando non mortali, infatti, molte specie di funghi sono pericolose; ma forse non tutti sanno che tutti i funghi contengono una blanda tossicità, motivo per cui vanno benissimo per risotto e fettuccine, ma anche altro, purché siano considerati un contorno e non un piatto principale. Per questo motivo la scorpacciata è meglio riservarla a un altro dono del bosco, magari le castagne; e sempre per questo non andrebbero dati ai bambini, perché il loro fegato non è adeguatamente fornito di enzimi per la digestione di questo particolare prodotto. Non fate come Alice!



Stupefacente noce moscata

Ma non bastano i funghi del Paese delle Meraviglie: attenzione anche alle più insospettabili spezie. La grattugiata di noce moscata, che si sposa benissimo con formaggi e purée, potrebbe non essere innocua come appare a prima vista. Questa profumatissima spezia, infatti, se assunta a dosi elevate può provocare nausea e vomito, ma anche convulsioni, allucinazioni e altri effetti addirittura simili all’LSD.  I problemi si incontrano mangiandone dosi tra i 2 e gli 8 grammi, a seconda della persona e del suo stato di salute: per non rischiare è meglio  limitarsi alla classica grattugiata nella béchamel. La noce moscata, poi, ha fama di abortivo, uso per il quale ha provocato diversi casi di intossicazione. Evitatene insomma grandi scorpacciate se non volete che la serata da piccante diventi…speziata.



Pesce palla, simpatico e mortale

Il celebre fugu giapponese, o comunemente pesce palla, è un piatto pregiato ed estremamente costoso. E a ragione: lo chef che lo prepara deve essere altamente specializzato e provvisto di specifica licenza, perché tra le carni del pesce palla ci sono tessuti velenosi che, durante il processo di pulitura e sfilettatura, possono contaminare il resto, pena la morte del malaugurato buongustaio. Gli effetti, infatti, sono mortali, eppure ci sono alcuni pescatori della domenica che decidono di rischiare la sorte, per finire poi nella triste conta dei decessi annuali, anche se sicuramente dopo un’ultima cena deliziosa. Se si ha voglia di mare, forse meglio optare per qualcos’altro, sempre seguendo i nostri consigli: Pescato o allevato, purché sia sano. Ecco come deve essere il pesce sostenibile.



Patate, quando germogliano meglio di no

Da quanto sono arrivate in Europa dall’America hanno salvato intere popolazioni dalla fame. Oggi sono amate da tutti, ma anche sazianti ed estremamente versatili. Stiamo ovviamente parlando delle patate, deliziose al forno, fritte, in vellutate e insalate fredde e tante altre preparazioni. Anche qui, basta un piccolo accorgimento: se restano in dispensa troppo a lungo, infatti, o se non sono conservate in modo corretto possono germogliare. E allora? E allora i germogli contengono solanina, una sostanza tossica: niente paura, non è mortale e per avere effetti nocivi bisognerebbe farne davvero una scorpacciata. Ma è bene rimuovere con cura i germogli e le eventuali parti verdi. Fatto questo, via libera! Ma, la prossima volta, più attenzione alla conservazione: da brave regine della cucina, le patate sono un po’ sofisticate: odiano luce e umidità. E a noi tocca accontentarle…



Anacardi: mai mangiarli crudi

Forse non sapevate che gli anacardi che si acquistano normalmente sono cotti al vapore, pronti per essere utilizzati da soli o in tante preparazioni a cui si prestano grazie al loro aroma leggero e allo stesso tempo intenso e alla loro consistenza particolare. Se siete tentati di assaggiarne di crudi, cambiate idea: sono tossici. Meglio una tostatura veloce che scaccia ogni pericolo e li rende ancora più irresistibili, perfetti da sgranocchiare all’aperitivo.



Tra sostanze tossiche e metodi di conservazione sbagliati, le possibili insidie possono sembrare molte. Ma, come sempre, conoscere è il primo passo per stare sicuri e, se non proprio per salvarsi la vita, almeno per sedersi a tavola con serenità. Perché mangiare è un piacere e la paura del veleno nascosto nel piatto non deve farci andare di traverso il boccone; con un po’ di buonsenso: se tentate di assaggiare tentacoli vivi, poi non dite che non vi avevamo avvertiti…

 

di Silvia Granziero





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