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DOC Franciacorta Rosè Brut - Fratelli Berlucchi


Data pubblicazione 24.12.2012
VOTO MEDIO
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E’ una lunga consuetudine, in casa della Fratelli Berlucchi, storica azienda franciacortina da non confondere (i fondatori erano cugini) con la Guido Berlucchi, produrre “bollicine” Franciacorta in versione Rosé.

Pia Donata Berlucchi, la super energica patronne della Maison, del resto ama particolarmente questa tipologia che vede come armonica combinazione delle caratteristiche diverse delle uve, Pinot nero, ma solo un trenta per cento circa, Chardonnay e un pizzico di Pinot bianco.

In effetti questo Rosé è decisamente diverso da altri rosé franciacortini più opulenti (e impegnativi) prodotti con Pinot nero in purezza, e abbina alla struttura importante e alla “succosità” del frutto conferite dalla grande, e difficile, uva rossa borgognona, la freschezza e l’eleganza dello Chardonnay e quel particolare “sale”, quel nerbo, che solo un pizzico di Pinot bianco, quando ben utilizzato, sa dare. Se poi si aggiunge quella naturale vena acida e quella naturale freschezza, quasi un “timbro” aziendale, che i Franciacorta della Fratelli Berlucchi, anche i più impegnativi come il Casa delle Colonne Brut millesimato, presentano, ecco enunciato il carattere particolare di questo Rosé. Che a me piace tantissimo per il suo equilibrio, per la sua contagiosa piacevolezza e la capacità di abbinarsi a tanti piatti diversi. Questo anche grazie ad un dosaggio degli zuccheri intelligentemente contenuto in 6 grammi litro, che rende il vino lontano anni luce da certi dolciastri bon bon con le “bollicine” che infestano il mercato.

Bello e particolare il colore, un “qualcosa” che richiama la cipria più che il rosa pallido o la buccia di cipolla, e molto fine e continuo il perlage nell’ampio calice “Franciacorta” della Rastal da me utilizzato. L’impatto olfattivo è perentorio e fragrante, sapido, con la componente agrumata (pompelmo rosa e una vena di arancia candita) che prevale inizialmente su quelle note carnose di frutti di bosco (ribes più che lampone o fragoline) che poi emergono progressivamente e con garbo, insieme ad una bella nota minerale.

L’attacco in bocca inizialmente sorprende per la larghezza e la carnosità, la pienezza golosa, la dolcezza ben calibrata del frutto, che i profumi non ti avevano annunciato. Poi il vino, con consumata sicurezza, si ripropone e si attesta sul palato con la sua bella verticalità, la vena salata, la croccantezza della bolla, l’allungo dinamico e pieno di energia, la magnifica freschezza. Segno dell’eleganza, naturale, di questa Maison franciacortina e dei suoi artefici.

E delle persone, mi sia consentito, che apprezzano i loro vini.

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