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La batata, ossia la patata americana

Data pubblicazione 09.10.2013
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La batata, che molti di voi conosceranno meglio con il nome di patata americana, non è nemmeno lontanamente parente della normale patata che usiamo per fare il purè. Stiamo parlando di due famiglie diverse: la patata è infatti notoriamente una Solanacea, la patata americana invece appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae. L'origine, vien da sé, è dall'America Centrale e Meridionale, da cui è stata importata dagli spagnoli nel corso del sedicesimo secolo.

La batata, nome scientifico Ipomea batatas, è largamente coltivata in tutto il mondo, anche se molto spesso lo scopo è quello di destinarla ad alimentare il bestiame. In realtà è un alimento ricco di proprietà, normalmente molto apprezzato anche dai bambini per la sua dolcezza. La sua coltivazione si perde nella prima agricoltura preistorica del centro e sud America, da cui è giunta fino a noi, ma è nel futuro che potrebbe avere un ruolo determinante. La patata americana è stata infatti scelta, per le sue grandi capacità di adattamento, per la coltivazione e l'alimentazione nello spazio, in quello che nel futuro potrà essere un vero e proprio territorio di conquista per l'uomo.

Quello che noi mangiamo della patata americana non è un vero e proprio tubero, ma più precisamente un rizotubero. Dal punto di vista nutrizionale è ricco di carboidrati, beta carotene e anche di acido asborbico, motivo in più che ha spinto gli scienziati a prenderla in considerazione per la dieta degli astronauti. Ma c'è di più, perché la bassa incidenza di diabete nelle popolazioni che la consumano cruda, come i giapponesi, ha spinto gli scienziati ad indagare sulle sue proprietà. Ne è venuto fuori che la buccia è ricca di una sostanza, oggi registrata, in grado di agire sul metabolismo degli zuccheri, abbassandone il livello nel sangue, e di ridurre il colesterolo. L'efficacia pare essere maggiore nei pazienti affetti da diabete di tipo II.

In commercio se ne trovano di diversi colori, a seconda della cultivar utilizzata: la buccia può variare dal rosso al viola, dal marrone al bianco, così come la polpa che può essere bianca, arancione, gialla o viola. In cucina la patata americana, facile da trovare in questo inizio autunno, si può consumare semplicemente bollita, ma anche al forno, fritta, sulla brace. Qualcuno arriva pure a utilizzarla per preparare il purè, oppure, come avviene nel Polesine, per fare degli gnocchi un po' particolari, detti maneghi. Si tratta di un piatto tipicamente autunnale, che si differenzia dagli gnocchi tradizionali oltre che per l'uso della batata, anche per la forma, quasi a bastoncino. Il condimento tradizionale prevede zucchero, cannella e burro fuso.

Immagine: Flickr

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