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Reflusso gastrico, 7 cose da sapere su un disturbo molto diffuso. I cibi sì e i cibi no

Data pubblicazione 30.01.2020
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Che cos’è e come contrastare il reflusso gastrico? E come comportarsi a tavola? Sotto la guida della dottoressa Elisa Vasa, biologa nutrizionista, vi spieghiamo come riconoscere i sintomi e come affrontare questo disturbo, quali cibi preferire e quali evitare.

  • 1. Reflusso gastrico, di cosa si tratta

    Sempre più persone nel mondo soffrono di reflusso gastroesofageo: addirittura, secondo un recente studio, in alcuni paesi si arriva al 51% della popolazione, cioè più di metà. Cos'è? È un disturbo fastidioso perché comporta la risalita temporanea e parziale del contenuto dello stomaco nell’esofago: anche se spesso non si arriva al rigurgito (come invece è frequente nei bambini molto piccoli) è comunque una sensazione sgradevole. Non solo, ma è anche pericoloso perché può degenerare nella malattia da reflusso, che è una vera e propria patologia caratterizzata da lesioni nell’esofago.

  • 2. Le cause

    Da cosa è causato il reflusso gastrico? Come ci spiega la dottoressa Elisa Vasa, c’è una valvola che separa lo stomaco dall’esofago, e che serve proprio a fare in modo che i cibi vadano in una sola direzione: questa valvola può funzionare male, o di per sé o perché la pressione addominale è troppa (tipicamente quando abbiamo la pancia piena perché abbiamo esagerato col cibo). Altre cause? "Possono essere un rallentato svuotamento gastrico, l’ernia iatale, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcool e di antinfiammatori non steroidei (farmaci antidolorifici senza cortisone come ad esempio l'aspirina)", continua l'esperta.

  • 3. Cosa fare

    Come ridurre questo disturbo? Ovviamente molto è legato all’alimentazione, ma non solo. Sul banco degli imputati, e perciò da eliminare, sono "quegli alimenti che provocano una grande secrezione acida, che diminuiscono il tono della valvola che separa lo stomaco dall’esofago e che rallentano lo svuotamento gastrico", ci dice la dottoressa Vasa.

  • 4. Cibi no

    I cibi da evitare? "Sono innanzitutto gli eccitanti, come caffè e bibite con caffeina, cioccolato e cacao, le salse piccanti, le spezie, in particolare pepe, peperoncino, menta e chiodi di garofano. Poi ci sono i cibi grassi, che rallentano la digestione e quindi lo svuotamento dello stomaco: insaccati, formaggi stagionati e fermentati, pesci e carni grasse, fritture, panna, burro, creme, dolciumi, sughi elaborati; e nella categoria vanno inclusi anche i cibi preconfezionati, perché spesso sono ricchi di grassi. Idem per latte e yogurt interi".

    Poi c’è la categoria dei cibi acidi: da evitare quindi succhi e spremute di agrumi, di ananas, di pomodoro; no a frutta acerba e acidula, aceto e limone. Problematici anche gli alimenti come carne e pesce conservati, affumicati o sotto sale; aglio e cipolla e ovviamente alcolici e superalcolici, nonché bibite gasate e frullati (perché creano aria nello stomaco con conseguente distensione della parete). “In alcuni casi”, aggiunge la dottoressa Vasa, “è bene fare attenzione alle verdure con molta fibra (broccoli, carciofi, verza, porri, cavoli) e alla buccia dei legumi, poiché possono peggiorare i sintomi del reflusso”.

  • 5. Cotture e comportamenti da evitare

    Ma non è solo cosa si mangia, conta anche il come. Consiglia la nutrizionista: “È importante valutare i metodi di cottura, sempre per facilitare il processo digestivo. Sono quindi da evitare la carne stracotta, i brasati o i bolliti, le cotture violente (alla piastra o alla brace), le uova sode, i soffritti e le fritture”. Essere in sovrappeso, infine, tra i tanti problemi collaterali che può causare alla salute, annovera anche questo: perché causando una pressione a livello gastrico, peggiora i sintomi.

  • 6. Cibi sì

    Ma allora, cosa si può mangiare? Sembra che non sia rimasto nulla. E invece no. Ecco le indicazioni della dottoressa Vasa: "Tutti quegli alimenti che non influenzano il tono della valvola che separa lo stomaco dall’esofago". Quindi, carboidrati (pane, pasta, riso, ma preferibilmente integrali) con condimenti e sughi leggeri. Patate lesse, uova alla coque o in camicia. Biscotti secchi, preferibilmente integrali. Carni bianche e pesci magri, cotti con metodi semplici (al vapore, al cartoccio). Formaggi freschi magri (ricotta, stracchino, primo sale e simili).


    Tra le verdure, di solito ben tollerate sono carote, bieta, spinaci, zucchine, fagiolini, cetrioli, rucola, sedano. Da preferire latte scremato e yogurt magro. Legumi? Meglio decorticati (per eliminare la buccia) e pasta di farina di legumi. Anche gli affettati non sono del tutto vietati: ok per bresaola, prosciutto cotto e crudo privati del grasso, affettato di pollo e tacchino. L’olio, che sia extravergine d’oliva e usato a crudo. L’acqua, naturale.

  • 7. Alcuni consigli sullo stile di vita

    Ci sono anche delle norme comportamentali, legate all’alimentazione, conclude Elisa Vasa: “Evitare pasti abbondanti e mangiare lentamente, a tavola, masticando con cura. Bere a piccoli sorsi, acqua naturale, preferibilmente lontano dai pasti. Evitare cibi e bevande troppo caldi o freddi. Consumare i pasti almeno 3 ore prima di coricarsi”. Sconsigliati sono anche, dopo i pasti, l’esercizio fisico e la posizione supina: non andare a correre dopo cena quindi, ma neanche stendersi sul divano. Nei casi peggiori può essere bene cercare di alzare la testata del letto di una ventina di centimetri, mentre durante il giorno è meglio non indossare cinture e abiti stretti. Fumare, non c’è bisogno di dirlo, mai.

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