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Cucina.eat, Cagliari

Data pubblicazione 10.06.2014
VOTO MEDIO
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La definizione più spiccia e tranciante è la seguente: Cucina.eat è un piccolo Eataly in centro a Cagliari. Bottega gastronomica intorno a una cucina, con scaffali di utensili, vini e birre, ingredienti, libri e accessori. Si pranza e si cena con un'offerta semplice, in via di maturazione. Si cucina ciò che è in vendita, con una zuppa del giorno. Una piccola Eataly, con il merito di aver da subito puntato sul meglio a disposizione, dando fiducia alla città di Cagliari. Si poteva allestire la vetrina delle eccellenze locali, in una forma evoluta di boutique turistica simile ai corner dell'aeroporto di Elmas. Invece Cucina.eat si dedica alla città, agli indigeni che seguono l'attualità gastronomica, e la moda, perchè no?, e si affidano a Alessandra Meddi e Giuseppe Carrus - scuola Gambero Rosso - per la selezione dei prodotti e l'animazione culturale. Gli eventi danno la misura della vitalità di un negozio, e locale, in fase di spinta, evoluzione, entusiasmo.

L'offerta di incontri è rutilante, e moderna. Degustazioni di vini e prodotti, cene con chef del calibro di Cristina Bowerman, corsi di cucina. Una vivacità inedita, ignota alle abitudini sonnacchiose di molte attività locali. La risposta dell'utenza è stata immediata, e l'impressione è che si cerchi di tenere alta la curiosità, anche sui prodotti a scaffale. Molti cartelli, molte spiegazioni, anche perché (come da Eataly), la qualità ha un costo che deve essere motivato, argomentato, compreso prima che giustificato. Diversamente da Eataly, gli spazi ridotti costringono Cucina.eat alla scelta, alla ricerca del dettaglio, a suggerire e indirizzare.

Gli orari assecondano i pasti ma si concedono allo shopping. Si fa seconda colazione dalle 10.00, pranzo fino alle 14.30, e si riapre alle 17.30 per una pausa pomeridiana con dolci, torte, tisane e caffetteria varia. La sera si chiude alle 22.30, dopo una cena poco impegnativa. L'obbiettivo è l'orario continuato, un'intenzione che è anche una promessa per far fare l'ultimo salto dentro l'attualità commerciale. Come a Roma, come a Milano. Il resto c'è già tutto, manca solo questo.

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