Il bicchiere della staffa. Un'antica tradizione che prevede di bere l'ultimo goccio prima di congedarsi dai commensali. L'espressione nasce nel passato, dall'usanza di farlo poco prima di salire a cavallo, praticamente con un piede sulla staffa. Quante volte abbiamo pensato potesse aiutarci a trascorrere una notte più tranquilla. O quante volte siamo stati sopraffatti da Morfeo dopo una serata di eccessi.
Eppure l'alcol, da buon vasodilatatore, può risultare peggio di un caffè. Nel numero di aprile della rivista "
Alcoholism: Clinical and Experimental Research" uscirà infatti uno studio dei ricercatori del
London Sleep Centre sugli effetti dell'alcol sul nostro ciclo del sonno. E le sorprese non sono poche.
Gli scienziati hanno infatti rilevato che un bicchierino prima di andare a dormire accellera l'inizio della fase del sonno, e lo rende subito più profondo del normale. Fin qui tutto bene, a prima vista. I problemi arrivano quando il sonno giunge alla fase REM, quella in cui i nostri occhi compiono dei movimenti molto rapidi (rapid eyes movement appunto), la più importante per la qualità del sonno. È il momento in cui si sogna, senza il quale diventiamo ansiosi, irritabili e abbiamo difficoltà a concentrarci durante il giorno. L'assunzione di alcol poco prima di dormire tende a interrompere e ridurre la durata proprio di questa fase, rendendo il sonno molto meno ripostante.
L'assunzione regolare di alcol prima di coricarsi può inoltre alla lunga dare altri problemi come l'insonnia, o aumentare la probabilità di russamento e fenomeni di apnea durante il riposo notturno. Il consiglio del dott. Ebrahim, coordinatore della ricerca, è quello di lasciar passare almeno un'ora e mezza o due dall'ultimo bicchiere prima di andare a letto. In questo modo gli effetti dell'alcol saranno molto meno pesanti sul nostro riposo. A questo punto molto meglio un bel caffè.
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