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DOC Cirò Rosso Classico Superiore Riserva – Caparra & Siciliani 2008


Data pubblicazione 03.10.2013
VOTO MEDIO
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Era il vino ufficiale delle Olimpiadi dell’antica Grecia, ma una manciata di anni fa ci fu un tentativo di modificarne la fisionomia (se volete saperne di più, leggete qui le considerazioni del collega Franco Ziliani). Un po’ come se fra tremila anni qualcuno cercasse di fare Champagne sgassato, per renderlo più vicino al gusto.

Strano destino, quello del Cirò. Oggi che gli occhi di critica e consumatori hanno finalmente rivolto la giusta attenzione ai rossi del sud Italia, oggi che vini mostruosi come Taurasi, Gioia del Colle, Etna vengono ricercati e discussi un po’ ovunque, il più grande rosso calabrese continua a restarsene in penombra. E non prendiamocela sempre solo con la mancanza di promozione (che comunque non è esattamente quella del Valpolicella): il Cirò è anche vittima delle nostre aspettative sui rossi mediterranei, che non sono tutti delle bombe a mano verniciate di nero. In compenso, in questa denominazione di mare troverete vini che, nei casi migliori – e questa riserva 2008 di Caparra & Siciliani ne fa parte – mostrano una rustica eleganza e un velluto che spesso ricordano i Nebbioli del Piemonte settentrionale, con meno articolazione e profondità, ma più calore. Aranciato di media intensità, con note di agrumi, fiori secchi, goudron, con un sapore rilassato e un finale sottile sottile, ma saporito. Peccato solo per il tannino appena polveroso. Il tutto per 6 € (sì, sei euro). La prova che una vita in penombra può regalare anche dei punti di luce, per uno dei vini più assurdamente sottovalutati dell’intera penisola.

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