OK

IGT Marche Rosato Serrarosa - Tenuta Colli di Serrapetrona 2011


Data pubblicazione 26.07.2013
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
Nome Serrarosa
Denominazione Marche Rosato
Tipo
Anno 2011
Vinifica Acciaio
Regione Marche
Nazione Italia
Voto 8.9
PRODUTTORE
NomeTenuta Colli di Serrapetrona
IndirizzoVia Colli 7/8
CAP62020
ProvinciaMacerata
RegioneMarche
Telefono0733 908329
E-mailinfo@tenutacollidiserrapetrona.it
Sitowww.tenutacollidiserrapetrona.it
Mappa43.17703,13.190992
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
Alzi le mani chi può dire di conoscere, se non per aver letto una sua citazione su qualche libro, un vino, Doc dal 1971 e Docg dal 2004, come la marchigiana Vernaccia di Serrapetrona. I testi di enologia ci ricordano che la Vernaccia di Serrapetrona Docg è “l’unico spumante rosso italiano ottenuto con tre fermentazioni successive, la Vernaccia si compone di una base vinificata subito dopo la vendemmia, cui si aggiunge a gennaio il mosto dei grappoli riservati all’appassimento e pigiati nel primo mese dell’anno (il 40% delle uve)” e ci ricordano aneddoti singolari sulla sua storia, tipo la leggenda che nel Medio Evo un polacco al soldo di truppe mercenarie, attratto dalla Vernaccia prodotta nella zona esclamasse: “Domine, Domine quare non Borgianasti regiones nostras” (Signore, Signore, perchè non hai fatto le nostre terre come Borgiano? - Borgiano è una frazione del Comune di Serrapetrona). L’area di produzione è difatti il comune di Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche tutti in provincia di Macerata.

Nemmeno quaranta gli ettari di produzione della Vernaccia di Serrapetrona, e per cercare di dare maggiore notorietà a questo nobile e sconosciuto vitigno, coltivato in zona fin dai tempi della centuriazione romana, celebrato a fine Ottocento dall’Annuario per la Viticoltura e l’Enologia del 1893 come miglior vitigno a bacca rossa delle Marche, e per recuperare un’antica modalità di utilizzo parallela a quella destinata alla spumantizzazione, quella che portava ad ottenere un vino fermo molto apprezzato, nel 2004 è stata creata la Serrapetrona Doc, che prevede la produzione di un vino rosso base Vernaccia nera per un minimo dell’85% cui si aggiunge sino ad un massimo del 15% di altri vitigni non aromatici a bacca nera coltivati nel maceratese.

Ricordata la storia del vitigno e la leggenda di questo spumante rosso naturale, “frutto di una vendemmia particolare dove metà dell'uva viene messa ad essiccare su graticci prima di essere spremuta” voglio parlarvi di un’altra interpretazione della nobile Vernaccia nera marchigiana, fatta utilizzando questa varietà in purezza. Nientemeno che in versione rosato, prodotto dal 2005 dalla Tenuta Colli di Serrapetrona, un’azienda il cui intento é “quello di proteggere e di conservare nel tempo questo vitigno, di divulgarne la storia e le tradizioni”. In questa azienda, che non ho visitato ma i cui vini ho conosciuto grazie ad un caro amico rappresentante di vino di Livorno, Giampiero Pezzuti, che me l’ha segnalato, sono persuasi che la Vernaccia senza spumantizzazione si esalti ancora di più, diventando un vino elegante, complesso e longevo.

Lo fanno utilizzando le uve proveniente dalla Vigna Cognoli posta nel comune di Serrapetrona, ad altezza variante dai 450 ai 550 metri di altezza, con rese contenute in 80 quintali per ettaro e uve raccolte nella seconda metà di settembre. La vinificazione prevede una permanenza di 4-5 ore sulle bucce e una fermentazione per venti giorni in vasche d’acciaio. Il risultato è un vino, l’Igt Marche Serrarosa (esiste anche una versione “spumante” Charmat denominata Blink) che mi ha positivamente sorpreso per la sua personalità del tutto particolare.

Colore molto singolare, che definirei cipria, sangue di piccione più che buccia di cipolla, si propone con un naso fitto, molto compatto e salato, di grande consistenza e spinta, con una bella componente salata minerale che apre su una mandorla precisa. Il tutto completato da accenni di erbe aromatiche e rosa di bosco. L’insieme è molto vivo fresco di ampia e salda espressione con discrezione e una vinosità molto contenuta. In bocca il frutto è discreto e richiama più il ribes che la fragola o la ciliegia e il gusto conferma questa vena salata, più verticale che larga, con una bella vena di mandorla non tostata in evidenza.

Il vino ha buona spalla, un nerbo preciso, una bella articolazione, non ha una grande consistenza fruttosa, anche se la pesca bianca e la pesca noce mandano segnali di sé, ma ha scatto, un carattere salato da vino bianco, bella lunghezza e persistenza e una notevole vena minerale molto piacevole, che regala una notevole piacevolezza. Da abbinare, suggerisce il produttore, ad aperitivi, antipasti di pesce, piatti di pesce non strutturati, primi piatti alle verdure e carni bianche. Molto apprezzato anche accompagnato alla pizza e a formaggi freschi.

CONDIVIDI
COMMENTA

LEGGI ANCHE

#