Capire - anche solo in parte - i meandri della "cantina più grande del mondo" non è affatto agevole. Già Albinea e Canali è lo iato di due antiche, piccole cantine cooperative. Poi l'acquisizione da parte del colosso Riunite, con la nuova spettacolare sede ma l'imbottigliamento nello stabilimento di Campegine s'avverte un senso di sradicamento e spersonalizzazione che solo in parte è compensato dalla buona qualità delle referenze.
Certo si tratta di un prodotto "premier", come dicono quelli del marketing: uno di quelli fatti per il brand e non per il bilancio. Per poco più di 4 eurini hai una confezione lussuriosa, più che lussuosa: tappo a fungo, gabbietta, bottiglia panzona da grande maison de champagne.
Eccolo prorompere viola, con riflessi porpora, così come purpurea è la grossa e fitta spuma, lunga e generosa. Impenetrabile alla luce e vivo di un piccolo perlage.
Il blend, dice, di Grasparossa, Salamino e Lancellotta ha gran pigmento e stoffa non troppo spessa, senza velature.
Il naso è delicato ma distinto con evidenti note di fragola e viola, ampio ed armonico. L'assaggioè appagante fin dall'attacco: l'effervescenza superata dall'inconsueta rotondità ottenuta anche da una lunga macerazione sulle bucce.
Il sorso è felice, rutilante di sentori perfettamente corrispondenti, con esito gajo e gioioso. Valica il limine della stringente DOC Lambrusco Reggiano e ne sarai felice.
Non lunghissimo il finale, ma molto bello e pulito.